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Sequestrare il relitto di Ustica per sottoporlo a nuovi accertamenti tecnico-scientifici. Sarebbe questa, secondo quanto riporta l'edizione bolognese del Resto del Carlino, la richiesta avanzata con un esposto alla Procura di Bologna dal presidente dell'associazione 'Per la Verità su Ustica' firmata da Flavio Bartolucci. "Gli accertamenti tecnici nella fase istruttoria e confermati in fase dibattimentale - si legge nell'esposto - hanno consentito di accertare che l'unica ipotesi tecnicamente sostenibile era quella dell'esplosione interna attribuibile a una bomba". Da qui la richiesta di sequestro del relitto, che è stato ricomposto in un'installazione artistica di Christian Boltanski ed esposto al Museo della memoria di Ustica. L'associazione ha tenuto ieri un convegno a Bologna, al quale parteciperanno l'ex ministro Carlo Giovanardi e altri esponenti che si sono occupati del caso.
Tuttavia, le commemorazioni per le 81 vittime della strage di Ustica, continuano tra quelle che la presidente dell’associazione Daria Bonfietti definisce "menzogne e depistaggi", riferendosi proprio all’esposto della procura: "Si parla di sequestro - ha detto Bonfietti - senza sapere che il relitto del Dc9 è al Comune di Bologna in affidamento giudiziario e quindi a disposizione sempre della magistratura, osservando anche che è la Procura della Repubblica di Roma che sta, come detto, indagando e quindi è referente di ogni possibile istanza. Poi si continua a parlare di documenti secretati e voglio informare che proprio in questi giorni sono stati depositati in libera consultazione all’archivio centrale dello Stato tutti quei documenti sui quali in questi anni si erano  sviluppate pretestuose polemiche. La perizia sulla bomba che si continua a citare è una perizia rigettata, con dettagliate motivazioni, dagli stessi inquirenti che l’avevano commissionata per le loro indagini".
Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, ha continuato a chiedere “la verità sugli autori e sulle responsabilità. Sgombrando definitivamente il campo dagli ostacoli e dai tentativi di depistaggio che hanno finora impedito di fare piena luce su uno degli episodi più gravi e oscuri della storia repubblicana, un vero e proprio atto di guerra nei cieli italiani in cui hanno perso la vita 81 persone". Bonaccini ha ricordato che "c’è una sentenza che oltre 20 anni fa ci ha consegnato una verità giudiziaria", ma come "ancora oggi non ci sia una ricostruzione condivisa e definitiva di quanto accadde, delle circostanze e delle dinamiche. Un fatto inaccettabile per un Paese civile. È necessario un impegno comune anche sul piano diplomatico affinché sia fatta piena luce su quest’altra drammatica vicenda che ha colpito il nostro Paese".
"A pochi mesi dalla importante sentenza che fa luce su collegamenti e responsabilità della strage alla Stazione di Bologna, rinnoviamo dunque il nostro invito alle Istituzioni, alla politica, alla magistratura - ha afferma Bonaccini - È necessario un impegno comune anche sul piano diplomatico affinché sia fatta piena luce su quest'altra drammatica vicenda che ha colpito il nostro Paese. Lo dobbiamo prima di ogni cosa alle vittime e ai lori familiari, a cui ci stringiamo. Lo dobbiamo ai nostri giovani, cui vogliamo trasmettere i valori della verità, dei diritti di convivenza civile, del rispetto delle leggi. Della memoria".

Foto © Imagoeconomica

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