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La terza sezione della Cassazione, accogliendo il ricorso dell'avvocato Stefano Giordano, ha annullato con rinvio l'ordinanza con la quale la Corte di appello di Palermo aveva rigettato la domanda di riparazione per ingiusta detenzione proposta da Bruno Contrada. L'ex numero tre del Sisde era stato condannato a 10 anni nel 2007 per concorso esterno in associazione mafiosa (art.110 e 416 bis Cp), con sentenza definitiva poi dichiarata ineseguibile e improduttiva di effetti penali dalla Cassazione nel 2017. Tuttavia la Corte d’Appello di Palermo (aprile 2020) aveva dovuto liquidare a Contrada la somma di 667 mila euro per ingiusta detenzione. Tutto era nato da un ricorso alla Cedu (Corte europea dei diritti dell’uomo) arrivato a sentenza nel 2015: lo Stato italiano avrebbe dovuto risarcire l’ex 007 in base all’assunto che Contrada non poteva essere condannato. L'ordinanza in seguito era stata impugnata in Cassazione, la quale aveva annullato con rinvio il risarcimento stabilendo che sul caso dovesse nuovamente pronunciarsi l’Appello.
A gennaio di quest'anno la Corte d'Appello di Palermo, sez. III penale, aveva rigettato l'istanza di riparazione per ingiusta detenzione formulata dalla difesa dell'ex agente segreto.
Rigetto che la Cassazione ha oggi respinto con rinvio.
"Aspettiamo il deposito delle motivazioni per meglio comprendere la portata del provvedimento - ha detto il legale di Contrada, Stefano Giordano - Quel che è certo è che la Corte di Cassazione si è rifiutata di ratificare la decisione ingiusta e convenzionalmente illegale dei giudici di Palermo, che non avevano preso minimamente in considerazione le nostre difese e il diritto Cedu, neppure per confutarli. Rimane obiettivamente sempre meno margine, con questo provvedimento, per coloro che si ostinano a non attuare la Convenzione e a fare finta che la sentenza della Corte europea su Contrada non sia mai esistita. Adesso puntiamo a che il risarcimento a favore del dottor Contrada venga riconosciuto nei tempi più brevi, considerati l'età e lo stato di salute dello stesso".

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