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Il procuratore della Repubblica di Reggio Emilia Gaetano Paci lancia l’allarme

I Carabinieri di San Polo d'Enza e del comando provinciale di Reggio Emilia hanno eseguito, due giorni fa, nell'abito dell'operazione 'Ghost', 16 provvedimenti cautelari (13 in carcere, tre ai domiciliari) e un obbligo di firma tra Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige. Gli indagati, iscritti nel registro della della Procura Reggiana, diretta dal Procuratore della Repubblica Gaetano Paci (da poco insediato), sono accusati di di aver messo a segno oltre 200 truffe e 50 furti per un introito stimato complessivo di oltre un milione di euro. Tra di loro vi sarebbero anche alcuni calabresi imparentati con imputati per associazione di stampo mafioso nelle inchieste 'Aemilia' e 'Perseverance' contro la 'Ndrangheta.
L'inchiesta - coordinata dal sostituto procuratore di Reggio Emilia, Giulia Stignani e condotta dai carabinieri reggiani - ha portato alla luce un giro di utilizzo indebito di carte di pagamento, truffa e riciclaggio di denaro. Il nome dell'indagine - come illustrato in conferenza stampa alla presenza anche di Gaetano Paci - prende spunto dal fatto che sia stato complicato identificare gli autori materiali, veri e propri 'fantasmi' grazie a soggetti terzi compiacenti che, ricompensati, attivavano carte 'PostePay' utilizzate poi per le attività criminali. Gli indagati - tra i 24 e i 47 anni - avrebbero agito in due 'blocchi' distinti, uno che si sarebbe occupato dei furti e l'altro delle truffe. Le indagini sono partire nell'ottobre 2018 a seguito di un furto di carte elettroniche nella canonica della parrocchia di San Polo d'Enza, nel Reggiano utilizzate poi per ricaricare le 'PostePay' utilizzate dal presunto sodalizio criminale. Le vittime erano in prevalenza gli anziani, derubati fuori dai supermercati oppure sulle loro vetture, avvicinati con la scusa di una richiesta di informazioni. Altra modalità utilizzate erano i falsi annunci online di vendita di prodotti o di affitto di case-vacanza inesistenti, facendosi versare dagli interessati un acconto sempre sulle 'PostePay'. Un aiuto investigativo fondamentale per i carabinieri è stato anche il lavoro dell'ufficio antiriciclaggio di Poste Italiane.

Foto © Imagoeconomica

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