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Saranno sentiti alcuni consiglieri del Csm e altre figure istituzionali come Ermini, Cascini e Morra

Il tribunale di Roma ha disposto indagini suppletive nell'ambito del procedimento nei confronti dell'ex segretaria del magistrato (oggi in pensione) Piercamillo Davigo, Marcella Contrafatto, indagata per calunnia dai pm capitolini per la vicenda della diffusione di verbali secretati degli interrogatori resi da Piero Amara ai magistrati milanesi, nei quali si faceva riferimento alla 'Loggia Ungheria'. Il gup di Roma Nicolò Marino all'udienza preliminare di oggi ha deciso in particolare che saranno sentiti alcuni consiglieri del Csm e altre figure istituzionali, fra cui il vicepresidente del Csm David Ermini, il consigliere Giuseppe Cascini e il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra. Alla prossima udienza del 9 giugno verrà inoltre dato incarico al perito di svolgere esami grafologici sulla lettera scritta a mano e allegata nella busta contenente un verbale di interrogatorio di Amara.
Nel procedimento nei confronti della donna figura come parte offesa l'ex procuratore capo di Milano Francesco Greco. La vicenda riguarda la diffusione dei verbali di Amara, di cui alcune copie vennero trovate a casa della Contrafatto durante la perquisizione. Insieme al verbale di interrogatorio dell'avvocato Amara, non sottoscritto composto da cinque pagine, recapitato al consigliere del Csm Nino Di Matteo, che aveva prontamente informato le autorità competenti e il Csm, il 18 febbraio 2021, come scrivevano i giudici del Riesame di Roma, c'era "un biglietto anonimo in cui tra l'altro si affermava che il verbale in questione era stato ben tenuto nascosto dal procuratore di Milano Francesco Greco 'chissà perché e che in 'altri verbali c’è anche lui' (parte manoscritta volta verosimilmente a evidenziare che da alcuni verbali di interrogatorio risulta la presenza del dottor Greco)". Oggi in aula l'ex segretaria di Davigo, con dichiarazioni spontanee, ha respinto ogni accusa. "Ho lavorato con dedizione per 40 anni e non ho mai commesso i reati di cui sono accusata. Non ho mai spedito il plico a Di Matteo. Sono stata trattata malissimo, sono molto addolorata ma combatterò e non mollo". Soddisfazione dalla difesa della Contrafatto: "Per il momento sono state accolte le tesi difensive sulla carenza di indagini e sulla ricostruzione del contesto storico all'interno del Csm all'epoca dei fatti”, commenta l'avvocato Alessia Angelini.

Foto © Imagoeconomica

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