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Il Paraguay ha accolto all'alba di oggi le spoglie del procuratore antidroga Marcelo Pecci, ucciso con tre colpi di pistola da un commando di uomini armati su una moto d’acqua, martedì 10 maggio su una spiaggia dell'isola di Baru, al largo della città colombiana di Cartagena de Indias, mentre era in luna di miele con la moglie Claudia Aguilera. Con rapidi movimenti due individui sono scesi dalla moto e si sono avvicinati sparando con armi automatiche, colpendo a morte Pecci, mentre la moglie è rimasta illesa. È stata la prima volta che veniva ucciso un pubblico ministero paraguaiano in Colombia.
A ricevere la bara con il corpo del pm nell’aeroporto internazionale Silvio Pettirossi di Asuncion con il corpo del pm, si sono recati il procuratore generale, Sandra Quiñonez, il ministro dell'Interno Federico Gonzalez, il padre del defunto, Francisco Pecci, che ha personalmente collocato una bandiera paraguaiana sul feretro, e l'arcivescovo di Asuncion, Adalberto Martinez. Ieri numerosi magistrati e membri del settore giudiziario del Paraguay hanno partecipato ad un corteo per ricordare Pecci e chiedere maggiore tutela per le persone che lottano contro la criminalità. Oggi invece i parenti, gli amici e la cittadinanza tutta potranno rendere l'estremo saluto a Pecci nel Memorial 'Parque Serenidad' della capitale paraguaiana. Per quanto riguarda le indagini sugli autori dell'assassinio, di uno dei quali esiste un identikit, non ci sono per il momento novità rilevanti. Gli inquirenti concordano che l'ordine di uccidere sia venuto dal Paraguay, dove nei mesi scorsi il magistrato aveva condotto delicate inchieste sul traffico di droga con implicazioni brasiliane (Comando Vermelho) e della 'Ndrangheta.
Le domande restano, e sono molte: perché un pubblico ministero paraguaiano in luna di miele viene assassinato a colpi di pistola pubblicamente, in una spiaggia del Caribe, in Colombia? Cosa c'è veramente dietro a questo fatto che consideriamo un vile attacco alle istituzioni e alla giustizia? Può essere considerato un gesto della criminalità per liberarsi di un uomo giusto che stava affrontando le mafie paraguaiane, legate forse con le mafie colombiane? Ci troviamo forse davanti ad un fatto dai contorni confusi? Si tratta di un fatto che ci può portare a ricordare, o paragonare, gli attentati in Italia degli anni ‘90, dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino? Sono tutte domande lecite. E si dovrà arrivare a delle risposte con una certa urgenza.

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