"Si vuole fare credere che i magistrati siano contrari alla riforma perché vogliono conservare i loro privilegi e rifuggono da ogni ipotesi di valutazione. Si vuole fare credere che i magistrati si apprestano ad uno sciopero illegittimo, ai limiti della Costituzione. Nulla di tutto ciò è vero. I magistrati scioperano solo quando, come in questo caso, viene messo a rischio il sistema costituzionale". E' quanto si legge in una nota della Giunta esecutiva sezionale del distretto di Palermo dell'Associazione nazionale magistrati. Lunedì 16 maggio, alle 12 in piazza della Memoria, in occasione della giornata di sciopero proclamato dall'Anm, alcuni magistrati del distretto si incontreranno per "un momento di riflessione e comunicazioni delle ragioni dell'astensione". "Scioperiamo perché riteniamo che sia nostro dovere far sapere che i cittadini hanno il diritto di pretendere una giurisdizione di qualità, non schiacciata dalla logica aziendalistica dei numeri né intimidita da una ragnatela di direttive e illeciti disciplinari - prosegue la nota -. Questa riforma non accorcerà neppure di un giorno i tempi dei processi e non porterà al superamento le criticità strutturali e di funzionamento degli uffici giudiziari, del processo e del Csm. Questa riforma pone concreti problemi di compatibilità con il quadro normativo di riferimento sovranazionale e con i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione. Per tale ragione - conclude - ci vediamo costretti ad adottare le necessarie iniziative di tutela. Non scioperiamo per protestare, ma per essere ascoltati, non scioperiamo contro le riforme, ma per far comprendere di quali riforme della magistratura il Paese ha veramente bisogno".

Foto © Imagoeconomica

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