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Processo a porte chiuse e dibattimento al via il prossimo 1 giugno. E' stata un'udienza tecnica quella che si è tenuta ieri nel Tribunale di Tempio Pausania (Sassari) al processo contro Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5s Beppe, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, i quattro amici genovesi, oggi 22enni, accusati di violenza sessuale di gruppo su due ragazze, che sarebbe stata consumata nella notte tra il 16 e 17 luglio 2019 in Costa Smeralda, dopo una serata iniziata in discoteca e conclusa all'alba nella casa di Beppe Grillo a Porto Cervo. Il collegio dei giudici, presieduto da Marco Contu, ha ammesso a dibattimento 56 testimoni, escludendo dalle corpose liste presentate dal procuratore Gregorio Capasso, dal pool di avvocati difensori e dai legali di parte civile, due giornalisti che avevano intervistato gli imputati sui fatti contestati. Oggi i quattro imputati non erano presenti in aula, così come le vittime. “C’è un dibattimento e quindi prima o dopo gli imputati verranno, ma non oggi perché si tratta di un'udienza tecnica", ha spiegato Alessandro Vaccaro, uno dei legali della difesa. "E' stata un'udienza molto serena e tranquilla - ha commentato all'uscita l'altra legale della difesa, Antonella Cuccureddu -. Sulla maggior parte delle questioni le parti si sono trovate d'accordo". L'1 giugno, dunque, saranno sentiti i primi testimoni fra quelli indicati dalla Procura gallurese. Il numero e i nomi dei convocati saranno comunicati alle parti dal giudice nei prossimi giorni. Sempre nel corso delle prossime udienze i giudici si pronunceranno sull'ammissione delle prove presentate da difesa e parti civili. "La cronaca avrà ampio spazio ma dobbiamo evitare la spettacolarizzazione. Mi preoccupano più i tempi processuali perché siamo nel 2022 e si tratta di fatti del 2019: il rischio è che si dilati la sofferenza della mia assistita” ha commentato Giulia Bongiorno, legale di una delle vittime. “La psicologa mi ha detto che devo cercare di chiamarla una sola volta per tutti gli argomenti perché ogni volta è un nuovo trauma, quindi per chi vive come vittime questo processo, la situazione è pesante". Il dibattimento si svolgerà interamente a porte chiuse proprio per salvaguardare il diritto alla privacy delle due studentesse, all'epoca dei fatti 19enni. La denuncia che ha fatto scattare l'inchiesta era partita da una di loro, una ragazza italo-norvegese che rientrata a casa dopo le vacanze in Sardegna aveva trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri di Milano, raccontando di essere stata stuprata dai quattro amici nella villetta di Beppe Grillo in Costa Smeralda, dopo una serata trascorsa al Billionaire. Proprio nel famoso locale notturno di Porto Cervo la studentessa e la sua amica avevano conosciuto i quattro ragazzi e, non trovando un taxi che le riaccompagnasse al B&B di Palau dove alloggiavano, avevano poi accettato di essere ospitate nella casa di Grillo. Una scelta che, secondo le accuse, si sarebbe trasformata in un incubo. Nella denuncia la ragazza italo-norvegese ha dichiarato di essere stata costretta a bere vodka, quindi stuprata prima dal solo Corsiglia e in un secondo momento anche dagli altri tre. Tutto è stato ripreso con gli smartphone dai quattro amici, video e foto che sono agli atti del processo insieme ai tanti messaggi in chat scambiati fra di loro e fra le due ragazze. Dopo l'analisi delle immagini sequestrate, la Procura di Tempio Pausania ha modificato il capo d'imputazione accusando il gruppo di stupro anche nei confronti della seconda ragazza, oggetto di foto oscene scattate mentre lei dormiva.

Foto © Imagoeconomica

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