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I deputati spagnoli hanno votato per creare una commissione di esperti per condurre la prima indagine ufficiale nel Paese sulla pedofilia nella Chiesa cattolica. Il testo prevede che questa commissione indipendente sarà presieduta dal Defensor del pueblo, un authority incaricata di "difendere i diritti fondamentali e le libertà pubbliche dei cittadini vigilando sull'attività delle pubbliche amministrazioni spagnole", e sarà composta da rappresentanti dell'amministrazione, da vittime degli abusi e da rappresentanti del clero. Alleato dei socialisti di Sanchez nella coalizione di governo, il partito radicale di sinistra Podemos ha sostenuto, insieme a due partiti indipendentisti di sinistra, la creazione di una commissione parlamentare d'inchiesta, ma questa formula è stata bocciata dai socialisti, che hanno optato per la soluzione poi approvata.

A differenza di altri paesi come gli Stati Uniti, la Germania, l'Olanda, la Francia, il Portogallo, dove la Chiesa stessa ha avviato un'indagine commissionandola ad un organismo indipendente, o l'Australia, e l'Irlanda, dove le indagini sono state svolte dallo Stato, finora in Spagna non è stata condotta alcuna indagine su larga scala sugli abusi sessuali avvenuti nella Chiesa.

Pressata dal governo del socialista Pedro Sanchez e dal quotidiano progressista El Pais, l'episcopato ha commissionato a fine febbraio ad uno studio legate un'indagine indipendente. A guidare un team di 18 persone sarà Javier Cremades, avvocato e membro dell'Opus Dei. "Sono cattolico e membro dell'Opus Dei, ma sono pienamente convinto che la Chiesa debba andare fino in fondo, indagare, chiedere perdono e rettificare tutto ciò che è necessario", ha dichiarato durante una conferenza stampa con il presidente della Conferenza Episcopale, card. Juan José Omella. La Chiesa, ha detto da parte sua l'arcivescovo di Barcellona, "vuole adempiere al proprio obbligo di trasparenza sociale, aiutare e risarcire le vittime, e collaborare con le autorità sui casi di abusi sessuali che colpiscono la Chiesa spagnola". L'avvocato Cremades ha spiegato: "Visiteremo ogni diocesi, vedremo cosa stanno facendo e raccoglieremo opinioni e raccomandazioni su ciò che sta succedendo, anche nelle scuole e negli ordini religiosi". La pubblicazione del rapporto è prevista tra un anno. Nel frattempo, però, la politica spagnola si è mossa autonomamente. E dopo settimane di discussioni, il Parlamento giovedì ha approvato la proposta avanzata dai socialisti e dal partito basco per la creazione di una commissione. La proposta è stata approvata da una larghissima maggioranza di 286 voti favorevoli, 51 contrari e due astenuti in una Camera dei Deputati che conta 350 membri eletti. La France presse evidenzia che i deputati del partito di estrema destra Vox sono stati gli unici ad opporsi, mentre anche il Partito popolare ha votato a favore.

La Chiesa spagnola ha registrato in due anni 506 denunce di possibili abusi sessuali commessi all'interno dell'istituzione: è il dato reso noto dalla Conferenza episcopale del Paese iberico (Cee). I casi sono stati notificati agli sportelli abilitati per questo tema nelle diocesi spagnole, aperti negli ultimi due anni, secondo quanto si legge in una nota. Le denunce si riferiscono a presunti abusi che sarebbero avvenuti nell'arco di 80 anni. Alcune settimane fa, la Cee aveva reso noto di aver ingaggiato uno studio legale per un'indagine indipendente sugli abusi nella Chiesa spagnola. Ieri, il parlamento spagnolo ha dato via libera alla costituzione di una commissione d'inchiesta affidata all'istituzione del Difensore Civico.

Foto: it.depositphotos.com

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