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Moretti accetta la prescrizione e non sarà processato per omicidio colposo

Il processo d'appello bis per la strage ferroviaria di Viareggio (Lucca) del 29 giugno 2009, che provocò 32 morti, è stato aggiornato al 7 aprile. Lo ha deciso la Corte d'appello di Firenze presieduta dal giudice Angelo Grieco, aggiornando il calendario delle udienze. Entro il prossimo 17 marzo invece dovrà essere fatta la traduzione in tedesco della sentenza della Corte di Cassazione, come ha stabilito la stessa corte, accogliendo l'eccezione presentata dai legali dei condannati tedeschi per la mancata traduzione della stessa sentenza di Cassazione.
Momenti di tensione, quando alcuni familiari delle vittime della strage hanno manifestato il proprio dissenso contestando Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana ed ex Ad di Ferrovie dello Stato, nel momento in cui non ha rinunciato alla prescrizione per il reato di omicidio colposo.
La Cassazione ha chiesto che la Corte d'Appello chiedesse a Moretti se intendesse o meno rinunciare alla prescrizione per il solo reato di omicidio colposo, dal momento che vi rinunciò prima che cadesse in prescrizione proprio l'accusa di omicidio colposo plurimo, venuto meno per la caduta dell'aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. La sua risposta è stata di poche parole: "Non rinuncio". 
Nel primo processo di appello Moretti rinunciò, invece, alla prescrizione per i reati di incendio e lesioni personali. Moretti è stato condannato a 7 anni di reclusione in primo e secondo grado e ora la sua pena sarà ricalcolata insieme a quella degli altri 15 imputati: l'unico reato contestato a tutti è quello di disastro ferroviario.
"Ora, quindi, la sua posizione è omogenea con tutti quelli i quali non hanno rinunciato alla prescrizione per l'omicidio colposo", ha dichiarato all' agenzia Adnkronos l'avvocato Ambra Giovene, difensore di Moretti.
Alcuni familiari si sono avvicinati al banco in cui si sedeva Moretti, dicendo poche parole: "Vergogna". Quindi l'ex numero uno delle Ferrovie si è subito allontanato mentre i familiari continuavano a protestare contro di lui.
"Quello che hanno detto gli avvocati verso Daniela e le altre mamme è inaccettabile - riferisce il presidente dell'associazione Marco Piagentini - E' inaccettabile perche' loro sanno benissimo le condizioni morali di coloro che sono lì. Noi abbiamo perso i figli, loro dovevano stare zitti e andare via, invece si sono messi addirittura a registrare, quasi fossimo dei black bloc". "Nel primo processo di appello - prosegue Piagentini - Moretti ha rinunciato alla prescrizione e si è dichiarato innocente. Adesso che non rinuncia ci dice lui che è colpevole, e ce lo dice la sentenza della Cassazione". "Ci hanno levato i figli - aggiunge Daniela Rombi -, le mamme posso sempre parlare. Moretti ha avuto paura, ha detto due parole sottovoce 'non rinuncio', poi non ha avuto il coraggio di guardarci negli occhi, se ne è andato via, nel sottosuolo come i topi. Noi parenti delle vittime siamo all'ergastolo tutta la vita, ma lui ha avuto paura e si è rimangiato tutto".
Il 7 aprile dunque si tornerà in aula quando ci sarà la relazione della Corte.
Nell'udienza successiva dell'11 aprile parlerà la pubblica accusa rappresentata dal sostituto procuratore della Procura generale Sergio Affronte e come applicato dal pubblico ministero della Procura di Lucca Salvatore Giannino, che ha seguito l'istruttoria in primo e secondo grado.

Foto © Imagoeconomica

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