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Al via domani mattina - fino a venerdì pomeriggio - il voto online per il referendum consultivo, indetto dall'Anm, tra i magistrati sul sistema elettorale del Csm. Due i quesiti che saranno sottoposti alle toghe, il primo: 'vuoi che i candidati al Csm siano scelti mediante sorteggio di un multiplo dei componenti da eleggere?'. Mentre nel secondo si chiede: 'Quale sistema ritieni preferibile per l’elezione della componente togata del Csm?' Con la possibilità di scegliare un sistema a ispirazione maggioritaria o proporzionale. La consultazione, deliberata dal direttivo dell'Associazione nazionale magistrati lo scorso dicembre, si svolgerà attraverso una piattaforma digitale, con un seggio virtuale che sarà aperto ininterrottamente dalle ore 8 di domattina alle 17 di dopodomani per quei magistrati che si sono accreditati per votare. La spinta al referendum è venuta dai magistrati eletti nella lista di 'Articolo 101', da sempre schierati per il sorteggio dei componenti togati del Csm e per la rotazione dei magistrati negli incarichi direttivi. In particolare con il referendum si dovrà cercare di trovare un'alternativa al progetto di riforma già avanzato dal Ministro della Giustizia Marta Cartabia - che prevede un sistema maggioritario strutturato su sette piccoli collegi binominali - ma sinora incapace di arginare lo strapotere delle correnti, oggi più che mai presenti e operanti nel panorama della magistratura.


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A dicembre 2021 i consiglieri togati Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita avevano espresso la loro preferenza per un sistema che preveda il sorteggio specificando che: La nuova legge elettorale (quella presentata dal guardasigilli Marta Cartabia, ndr) per l’elezione del Csm prevederebbe un sistema binominale con piccoli collegi. Questo farà sparire ogni possibile opposizione allo strapotere delle correnti che sottometteranno definitivamente i magistrati liberi che sono la maggioranza. Sarebbe il trionfo del correntismo e del bipolarismo che provocherà ulteriori spaccature e conflitti. La governabilità che si basa su maggioranze stabili è il peggior nemico dell’auto governo dei magistrati. Perché sacrifica il merito e premia chi milita nei gruppi che hanno più numeri al Csm. Esattamente l’opposto di ciò che aveva pensato il Costituente nell’interesse dei cittadini che meritano una giustizia serena ed indipendente: i magistrati sottomessi ad un potere interno e non previsto dalla Costituzione".

Sulla stessa linea si era espresso anche il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri il quale aveva detto che “la soluzione al problema potrebbe essere il sorteggio, puro e semplice”.  E poi ancora, i magistrati di "Articolo 101" - vincitori alle elezioni dell'Anm (Associazione Nazionale Magistrati) di Palermo - avevano avanzato appunto la richiesta di adottare il sorteggio come sistema elettorale.
Lo stesso Di Matteo, in un'intervista su 'La Stampa', aveva spiegato che si trattava di un "segnale da non sottovalutare: tanti magistrati chiedono una cura forte per un organismo malato. Il sorteggio temperato, magari per un tempo limitato, è il vaccino per il virus del correntismo".

Foto © Imagoeconomica

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