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Inviati alla procura di Genova e al Csm, gli atti della commissione parlamentare d’inchiesta

"Chiunque sa qualcosa ci contatti nella maniera più riservata. Chiunque abbia immagini, anche solo all'apparenza non rilevanti, ci contatti". E' questo l'appello lanciato dall'avvocato Carmelo Miceli, legale della moglie di David Rossi, l'ex capo della comunicazione Mps morto il 6 marzo del 2013, e della figlia Carolina Orlandi nel corso di una conferenza stampa alla Camera.
"Chiediamo verità e giustizia, che in un Paese sano sarebbero dovute arrivare da sole. Invece chiediamo che ci venga detto che cosa è successo quella sera”, ha poi detto Carolina Orlandi prendendo parola. “Finora siamo andate avanti con il sostengo delle persone, dell'avvocato, dei giornalisti e ora anche di una Commissione di inchiesta che ha il nostro stesso obiettivo della verità", ha continuato. "Per tanti anni ci hanno dato delle visionarie, delle complottiste e oggi sappiamo che le nostre non erano visioni", ha concluso. Durante la conferenza stampa, poi il deputato Fdi Walter Rizzetto ha denunciato l'esistenza di un testimone che ha fatto dichiarazioni spontanee “molto affidabili” che non sarebbero però state verbalizzate.
Riguardo alla "notizia dell'esistenza di un possibile teste in grado di ricostruire gli attimi che hanno preceduto la morte di David, il suo atteggiamento, in grado di indicare se stesse parlando al telefono con qualcuno" e che "la polizia giudiziaria decise di non procedere alla verbalizzazione di questo teste è qualcosa di assolutamente grave”, ha detto l’avvocato Miceli. "Era doveroso - ha proseguito - in un contesto di istigazione al suicidio, verbalizzare chi spontaneamente aveva avvertito la necessità di recarsi innanzitutto all'autorità giudiziaria per riferire qualcosa". Che queste dichiarazioni spontanee "non siano agli atti è di una gravità inaudita", ha detto Miceli chiedendo poi al ministero della Giustizia “di vigilare e garantire il buon andamento dell'amministrazione giudiziaria attraverso la verifica, che può e che deve fare, sul perché alcune indagini vengono iscritte a modello 45 e non per fatti costituenti reati, perché alcune procure continuano a rimpallarsi la competenza, perché all'istanza che abbiamo fatto, reiteratamente al tribunale di Genova, di restituzione degli effetti personali di David, ancora oggi, non abbiamo avuto riscontro". Lo ha detto l'avvocato Carmelo Miceli, legale della moglie di David Rossi, l'ex capo della comunicazione Mps morto il 6 marzo del 2013, e della figlia Carolina Orlandi nel corso di una conferenza stampa alla Camera. "Noi abbiamo spontaneamente consegnato a Genova" gli effetti personali di David "nella speranza che aprisse l'indagine e nel farlo gli abbiamo affidato tutto quello che c'è dentro quegli atti" ha continuato l'avvocato denunciando che oggi vengono "trattenuti indebitamente quegli effetti personali e non sappiamo dove, con quali modalità e catene di custodia. Chiediamo allo Stato di fare lo Stato".
Nella sala stampa della Camera dei Deputati è intervenuta anche Antonella Tognazzi, moglie dell’ex capo della comunicazione di Monte dei Paschi. La donna ha invitato “il pm Nastasi a dire la sua" dopo aver sentito che il magistrato “ha negato quanto dichiarato da Aglieco”. “Mi domando: in quella stanza è acclarato che ci fossero tre persone, tre magistrati e, a detta di Aglieco, anche lui presente. Le stesse immagini dimostrano che in quella stanza in quelle ore è stato fatto quello che abbiamo visto, i magistrati sono stati nella stanza tre ore prima che arrivasse la scientifica", continua Tognazzi. Riguardo alle parole del colonnello Aglieco che in alcuni passaggi ha tirato in ballo il pm Nastasi, la  moglie di Rossi ha concluso: "Se Nastasi nega di essere stato lui dica chi è stato, le persone sono quelle nella stanza e in quella stanza nessun altro aveva accesso".

Gli atti inviati a Csm e Procura
Nel frattempo l’ufficio di presidenza della commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di David Rossi ha deliberato la trasmissione di atti al Consiglio superiore della magistratura, al Procuratore generale presso la Cassazione e alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Genova. "Si tratta - afferma il presidente della commissione, Pierantonio Zanettin - di copia dei resoconti stenografici, anche nella parte segreta, dell'audizione del colonnello dei Carabinieri Pasquale Aglieco, che si è svolta il 9 dicembre scorso, di quella del luogotenente dei carabinieri Roberto Nesticò, avvenuta il 2 dicembre scorso, dell'assistente capo coordinatore della Polizia, Federico Gigli, del vice ispettore della Polizia, Livio Marini e dell'Assistente Capo Coordinatore della Polizia, Federica Romano, che si sono svolte il 25 novembre scorso". L'ufficio di presidenza ha inoltre deciso la trasmissione al Csm, al Procuratore generale presso la Cassazione e alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Genova anche la copia delle 121 fotografie scattate dall'assistente capo coordinatore della Polizia, Federica Romano, la sera del 6 marzo 2013, quando effettuò il sopralluogo dopo la morte di David Rossi, nonché le copie dei due video che la stessa Romano girò quella sera nel corso del medesimo intervento. Parte dei citati resoconti, oltre alle fotografie e i video girati nella sera del 6 marzo 2013 dall'assistente Romano restano soggetti al regime della secretazione.
Inoltre, ieri Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, ha affermato che ci sono “gli estremi per far partire un'attività istruttoria in Antimafia”. "La Commissione Antimafia, di concerto con la Commissione sulla morte di David Rossi, farà il suo", ha annunciato il senatore.

Foto © Imagoeconomica

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