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Dal 14 luglio scorso è ripreso oggi all'aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta il processo d'Appello nei confronti di Antonello Montante, ex paladino dell'antimafia ed ex Presidente degli industriali della Sicilia, già condannato il 10 maggio 2019 in primo grado con rito abbreviato a quattordici anni di carcere per corruzione dal gup di Caltanissetta Graziella Luparello a tre anni dal suo arresto.
Il processo era stato già rimandato molte volte a causa proprio dei problemi di salute dell'imputato. L'ex presidente di Unioncamere Sicilia e della Camera di commercio nissena è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. Arrivato con i suoi legali all'aula bunker Montante, rispondendo all'Adnkronos, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Si è limitato e dire: "Sto un po' meglio, ma non sto ancora bene di salute".
Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, depositate il l'8 ottobre 2019, il quadro che era emerso dal sistema di dossieraggio messo in piedi da Antonello Montante era stato definito "desolante".
Per i giudici "Montante è stato il motore immobile di un meccanismo perverso di conquista e gestione occulta del potere che, sotto le insegne di un'antimafia iconografica, ha sostanzialmente occupato, mediante la corruzione sistematica e le raffinate operazioni di dossieraggio, molte istituzioni regionali e nazionali”. Un “ricattatore seriale” lo descrivono i giudici. Montante, si legge ancora, aveva dato vita "a un fenomeno che può definirsi plasticamente non già quale mafia bianca, ma mafia trasparente, apparentemente priva di consistenza tattile e visiva e perciò in grado di infiltrarsi eludendo la resistenza delle misure comuni”. In questo sistema l’ex numero uno di Sicindustria aveva compiti ben precisi di “direzione, promozione e organizzazione" di un sodalizio di cui hanno fatto parte ufficiali di polizia, dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza: "Non può non esprimersi - aveva sottolineato il gup - un giudizio assai severo sul particolare allarme sociale provocato dal sodalizio, e ciò in ragione della finalità delittuosa ad ampio spettro perseguitata: eliminare il dissenso con il ricorso all'uso obliquo dei poteri accettativi e repressivi statuali, sabotare le indagini che riguardavano gli associati; praticare la raccolta abusiva di dati personali riservati, corrompere in maniera sistematica i pubblici ufficiali".

Foto © Imagoeconomica

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