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Sono stati convalidati nelle ultime ore da sette diversi gip di altrettanti tribunali italiani l'impianto accusatorio della procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta "Cavalli di razza" contro la 'Ndrangheta in Lombardia, in particolare il clan Molè - Piromalli. Sono stati convalidati 48 dei 54 fermi di indiziato di delitto emessi dai pm Pasquale Addesso e Sara Ombra con il visto dell'aggiunto della Dda Alessandra Dolci ed eseguiti lo scorso 16 novembre dalla Squadra mobile della Polizia di Milano e il nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF di Como.

Quattro destinatari del provvedimento di fermo (è di circa 1500 pagine in totale quello firmato dai pm Ombra e Addesso della Dda milanese) risultano latitanti, mentre altri due, bloccati in Svizzera, non hanno dato il consenso all'estradizione ed è in corso il procedimento. Per tutti gli altri sono stati convalidati i fermi e sono state emesse misure cautelari. Provvedimenti che dovranno essere rinnovati dal gip di Milano Anna Magelli con la trasmissione degli atti dagli altri uffici giudiziari. Tra i presunti capi del clan, attivo tra le province di Como e Varese, figura Domenico Ficarra, 37 anni. Dalle carte è emerso, poi, che Attilio Salerni e il fratello Antonio sarebbero stati gli esecutori materiali "di violenze e minacce nei confronti dei dirigenti" della Spumador Spa, nota azienda di bevande gassate finita nella morsa dei clan. Attraverso le intimidazioni i due avrebbero acquisito "il controllo e la gestione delle commesse di trasporto 'conto terzi'" della Spumador "per il tramite di Sea Trasporti", società a loro riconducibile. E avrebbero partecipato "al 'cartello' di imprese, insieme alle famiglie Palmieri e Stillitano, con i quali monopolizzavano le commesse di Spumador" utilizzando altre due aziende e "continuando a ripartire i profitti" per un totale di oltre 1,1 milioni di euro tra il 2015 e il 2019.

Estradati in Italia tre soggetti dalla Svizzera
La maxi-operazione coordinata dalla direzioni distrettuali antimafia di Milano, Livorno e Reggio Calabria aveva portato all’arresto di 104 persone delle quali 6 residenti in Svizzera. I soggetti interessati sono indagati a vario titolo per associazione mafiosa, spaccio e traffico di armi. Ora, ha confermato l’Ufficio federale di giustizia alla RSI, tre cittadini italiani hanno accettato la procedura di estradizione. Uno di loro è un gerente di un pub, 59enne e residente con permesso B nel Luganese. Nello stesso pub lavorava come cameriere l’altro indagato in Ticino, un 41enne arrivato nell’aprile 2017 e titolare di un permesso G. Quest’ultimo, secondo gli inquirenti, gestiva effettivamente il traffico di stupefacenti e di armi. Il gerente, invece, si occupava del movimento del denaro - frutto dei traffici illeciti - operando per conto del 41enne e fungendo da autista personale e uomo di fiducia.

Infine gli altri due soggetti che hanno accettato la richiesta di estradizione: uno è rispettivamente residente nei Grigioni e l’altro nel canton San Gallo.

Foto © Imagoeconomica

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