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E' accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato

"Raffaele Lombardo va assolto 'perché il fatto non sussiste'". E' questa la richiesta finale al termine dell'arringa difensiva da parte dell'avvocato Maria Licata alla Corte d'appello di Catania. Il processo è quello che vede l'ex presidente della Regione a processo per concorso esterno all'associazione e voto di scambio aggravato.
Ad accusare Lombardo vi sono diversi collaboratori oltre a Caruana, a partire dai fratelli Paolo Mirabile e Giuseppe Mirabile, ai nuovi pentiti Francesco Squillaci e Alfredo Palio.
E nel suo intervento in aula, l'avvocata Licata ha smentito ogni accusa a cominciare da quelle di Giuseppe Mirabile, esponente di spicco del clan Santapaola. "Non sa di un patto politico mafioso - ha detto l'avvocata - ma dice solo 'si sapeva che'". Mentre Paolo Mirabile raccontò di aver incontrato il principe Scammacca, un nobile siciliano, a suo dire proprietario di un maneggio, vestito da cavallerizzo, per chiedergli di intercedere presso il presidente della regione Sicilia Lombardo per la licenza di una pizzeria. Tutte dichiarazioni "senza riscontro", secondo la difesa.
Al termine dell'arringa anche lo stesso ex Governatore ha reso dichiarazioni spontanee: "Non ho mai chiesto il voto ai boss. E non lo dico io, ma lo dicono loro. Ed è tutto agli atti del processo. Senza tema di smentita dico che non c'è mai stato un patto, non c'è mai stato un voto, non c'è mai stata nessuna contropartita con Cosa nostra".
L'accusa, rappresentata in aula, dai Pm Sabrina Gambino e Agata Santonocito, il 2 febbraio scorso aveva chiesto la condanna dell'imputato a sette anni e quattro mesi di reclusione. La pena iniziale era di 11 anni, ma è stata ridotta per il rito alternativo dell'abbreviato con cui si celebra il procedimento. Il nuovo processo è iniziato dopo oltre cinque anni di udienze e due sentenze, dall'esito differente, e le lunghe indagini dei carabinieri del Ros sui rapporti tra politica, imprenditori, colletti bianchi e Cosa nostra.
Tre anni fa la Seconda sezione penale della Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza emessa il 31 marzo 2017 dalla Corte d'appello di Catania che aveva assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa l'ex governatore e lo aveva condannato a due anni (pena sospesa) per voto di scambio aggravato. Una sentenza, quella di secondo grado, che a sua volta aveva riformato quella emessa il 19 febbraio 2014, col rito abbreviato, dal gup Marina Rizza che lo aveva condannato a sei anni e otto mesi per concorso esterno all'associazione mafiosa.
Il prossimo 21 dicembre prenderà la parola, in sede di replica alla Procura generale, l'avvocato Vincenzo Maiello, legale di Lombardo, e subito dopo la Corte d'Appello, presieduta da Rosa Anna Castagnola, si ritirerà in Camera di consiglio per emettere la sentenza.

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