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Ardita ha parlato di “problemi reali che creano un grosso danno all'immagine e alla funzionalità della giustizia"

Il Csm, durante la seduta plenaria di ieri, ha apportato delle modifiche alla circolare per l'assegnazione di incarichi extragiudiziari. Si tratta di modifiche dirette a stabilire regole innovative per superare specifici contrasti interpretativi e semplificare le procedure amministrative funzionali all'ottenimento del provvedimento di autorizzazione. La novità principale è quella che riguarda i giudici lenti. Sinora erano "out" soltanto i magistrati che avevano riportato una condanna disciplinare o per i quali era già stata fissata l'udienza in presenza di contestazioni gravi: dal 2022 basterà per essere tagliati fuori il fatto in sè di aver accumulato ritardi significativi nel deposito dei provvedimenti nell'anno precedente a quello della richiesta di autorizzazione dell'incarico. E la segnalazione dovranno farla al Csm i capi degli uffici giudiziari.
Durante il plenum sono stati molti i consiglieri che hanno preso la parola. C'è chi ha espresso una visione più 'liberale' e chi più 'conservatrice' in merito al grado di libertà che un magistrato dovrebbe godere nel prendere parte a certi incarichi fuori ruolo. Il consigliere togato Sebastiano Ardita ha preso la parola facendo notare che sebbene un magistrato non deve essere privato della libertà di partecipare a determinate attività extragiurisdizionali è necessario fissare dei paletti perché esistono delle situazioni che se non adeguatamente vagliate dalle commissioni “creano un grosso danno non solo all’immagine ma anche alla funzionalità della giustizia". "Questa modifica alla circolare nasceva da una mia personale iniziativa - ha detto il magistrato - prima ancora di assumere la presidenza della prima commissione nella seconda annualità di questa consigliatura". "Tuttavia, e qui sta il punto, durante lo svolgimento dell’attività in questa prima commissione abbiamo visto di tutto. Cose che obiettivamente fanno riflettere” come ad esempio la possibilità di partecipare a certe attività che "comportavano il raddoppio o in certi casi la possibilità di triplicare il trattamento economico. E’ una cosa possibile secondo voi?". Queste attività "creano fortissime discrezionalità nella scelta. Abbiamo avuto in esame istanze nelle quali si chiedeva" la partecipazione per "incarichi autorizzati da parte di un ente di controllo economico, che prevedevano per ogni collegamento dato (per via web o per via telematica) 500 euro di compreso. Senza definizione di numero di collegamenti possibili e la durata di questi collegamenti. Abbiamo avuto casi per i quali la partecipazione ad un convegno, una singola mattinata, era previsto 1500 euro di compenso. Ecco sono situazioni nelle quali effettivamente bisogna interrogarsi perché non appartengono alla normalità delle cose”.
Infine il consigliere togato ha detto che "questo tipo di situazioni vanno valutate perché esistono e vanno verificate e se non c’è una regolamentazione e un filtro preventivo” si corre il rischio di non trovare una soluzione adeguata.
Il Consiglio, si legge nella delibera approvata dal plenum, ai fini dell'autorizzabilità o meno di un incarico extragiudiziario, deve valutare "l'eventuale sussistenza, nell'anno antecedente alla data della domanda di autorizzazione, di ritardi nel deposito dei provvedimenti, che siano significativi per durata o per numero". Sono poi previsti il divieto espresso per i magistrati ordinari di assumere l'incarico di membri del comitato di sorveglianza delle imprese in amministrazione straordinaria; l'introduzione di modifiche di natura restrittiva alle docenze a titolo oneroso conferite da enti privati. Il Consiglio, inoltre, in sede di autorizzazione, quando l'incarico provenga da un ente inserito in un gruppo, deve valutare anche l'oggetto sociale delle società controllanti e controllate. Inoltre viene prescritto un più rigoroso controllo del Csm quando l'ente privato conferente non è di rilevanza nazionale ma opera nel territorio ove svolge le funzioni il magistrato incaricato. Deciso anche un ampliamento dei casi in cui si fa ricorso alla procedura semplificata, contrassegnata da una maggiore semplicità dell'istruttoria, includendovi espressamente gli incarichi conferiti dal Parlamento, e da sue articolazioni, e dai ministeri per la partecipazione a commissioni di studio.

Foto © Imagoeconomica

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