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Pro Vita & Famiglia: “Sezioni Unite della Cassazione tradiscono la Costituzione Italiana mettendo a rischio i minori"

Fa già molto discutere la sentenza della Corte di Cassazione avvenuta lo scorso 28 ottobre che di fatto “legalizza” la produzione di materiale pornografico realizzata con il consenso di un minorenne over 14 e un adulto. La cassazione ha già messo ipocritamente le mani avanti specificando che i filmati prodotti (video e foto hard) con il minore deve rimanere a solo scopo privato.

Una decisone nefasta e che apre la strada a possibili sviluppi futuri assai inquietanti soprattutto per i minori.

"Le Sezioni Unite della Cassazione hanno tradito la Costituzione Italiana, mettendo in pericolo milioni di ragazzini. Assurdo! Proprio in un periodo storico dove l'ipersessualizzazione dei minori, soprattutto online, rappresenta un vero e proprio dramma!". Questo è ciò che si legge in una nota di Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia. "Con la foglia di fico della libertà - prosegue Jacopo Coghe, vicepresidente della Onlus - nella sentenza si fa riferimento al diritto del minore ad avere rapporti sessuali anche con maggiorenni è poi si sdogana la possibilità di registrare, ad uso privato, rapporti sessuali con minori di 18 anni, tecnicamente anche con chi ha il doppio della loro età. Una sentenza scioccante, che banalizza la pedofilia e la pedopornografia e rende vani gli enormi sforzi contro queste piaghe e contro l'ipersessualizzazione dei minori". E termina: "Infine, come se non bastasse- conclude la nota di Pro Vita & Famiglia - la stessa Cassazione mette colpevolmente le mani avanti specificando che 'è tutto lecito' purché sia finalizzato 'all'uso esclusivo dei partecipanti'. Una toppa inutile che mette in pericolo milioni di adolescenti soprattutto dalla crudele pratica del 'Revenge Porn', che sappiamo ha già causato numerose vittime in Italia".

Ad aggravare ulteriormente la situazione sono i numeri relativi portati alla luce dall'operazione "Luna Park” condotta dalla Polizia Postale nel 2020 contro la pedopornografia online su Telegram e Whatsapp. Gli investigatori mettevano in guardia già allora sull’ascesa inarrestabile della pornografia minorile in Italia. Inoltre un rapporto del dossier della ‘Campagna Indifesa' specificava che tra il 2019 e il 2020 c'è stato un aumento del 41% di questi reati sessuali su minori. In particolare, negli ultimi 10 anni i reati di pornografia minorile hanno avuto un drammatico aumento del 333%, passando da 58 a 251, con una netta prevalenza di bambine e ragazze: il 74% delle vittime. Anche nel confronto con il 2018, la pornografia minorile è il reato che aumenta di più con un incremento del 26%, ossia 52 vittime in più rispetto al 2018. Ancora più impressionante l’aumento del 700% nel decennio (+11% rispetto al solo 2018) delle vittime del reato di detenzione di materiale pornografico, per l’84% bambine e ragazze.

Inoltre, come specificato dal "Centro di Ascolto e consulenza 1.96.96" del Telefono Azzurro, la pandemia e i suoi effetti collaterali - come la mancanza di relazioni, l’isolamento sociale e la noia - portano ad un incremento preoccupante dei reati online contro i minori. "Numeri agghiaccianti - li ha definiti la direttrice del servizio Polizia postale, Nunzia Ciardi - con un aumento nel 2020 del 77%, e un sensibile abbassamento dell’età delle vittime. Nello specifico, i casi di pedopornografia sono cresciuti del 132 per cento". E, solo nei primi mesi del 2021, sono stati già 52 i casi di abusi nei confronti di bambini con una età minore di 9 anni.

La sentenza della Suprema Corte porterà certamente ad un aumento dei reati sessuali contro minori e ha in definitiva aperto la strada a nuove possibili aperture a questa nefasta pratica a scapito dei minori.

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