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Maurizio Abbatino, l'ex boss della banda della Magliana, poi diventato collaboratore di giustizia, si è rifiutato di testimoniare in videoconferenza nell'ambito del nuovo processo sulla strage del 2 agosto 1980, che vede come principale imputato l'ex Avanguardia Nazionale, Paolo Bellini. La Corte d'Assise presieduta da Francesco Maria Caruso, ha stabilito però che "l'audizione in videoconferenza del teste Abbatino Maurizio deve essere confermata" e ha fissato una nuova data, il 3 novembre.

"A tal fine si dà mandato al servizio centrale di protezione di dare corso senza ritardo all'audizione - ha detto Caruso - e di provvedere all'accompagnamento del teste nel sito riservato ove verrà effettuata l'audizione in videoconferenza. Il servizio centrale è pregato di prestare massima collaborazione - ha sottolineato il presidente Caruso - perché l'atto istruttorio possa avere luogo nelle condizioni di massima sicurezza per il collaboratore, assicurando altresì condizioni di trattamento personale adeguate alla situazione". L'audizione di Abbatino era prevista oggi, su richiesta delle parti civili, ma in apertura il presidente della Corte ha detto che “è arrivata una lunga lettera dell'avvocato di Abbatino, Rosario Scognamiglio, che dice che non viene perché non se la sente, non si sente protetto, non ha risorse, è stato chiamato troppo in fretta, tutta una serie di argomenti che evidentemente non giustificano il rifiuto di testimoniare, ma che in questo momento attestano che non ci sarà”. Già il 24 settembre Maurizio Abbatino aveva mandato un certificato medico per attestare le sue precarie condizioni di salute che avevano fatto rinviare la testimonianza, prevista poi in presenza lo scorso venerdì. Anche in quel caso, però, il legale aveva mandato mail alla Procura generale, dicendo che per "motivi di sicurezza" sarebbe stato meglio sentire il teste in video.

Legale di Abbatino: “Abbatino vuole deporre. Istanza di differimento è per le sue condizioni di salute
Rosario Scognamiglio
, il legale dell'ex boss della banda della Magliana Maurizio Abbatino poi diventato collaboratore di giustizia, ha rilasciato delle dichiarazioni all’ANSA il 26 ottobre dicendo che "Apprendo da diversi organi di stampa che il mio assistito non vorrebbe deporre al processo sulla strage di Bologna. Peccato che la circostanza sia falsa. Abbatino vuole deporre e la mia istanza di differimento e' dovuta in primo luogo al grave stato salute in cui si trova ed e' supportata da un certificato medico".  "In secondo luogo - prosegue l'avvocato in una nota - faccio presente che il mio assistito è fuori dal programma di protezione da dieci anni ed è quindi ragionevole che non si senta al sicuro vista la sua posizione. Mi stupisce il fatto che persino la corte di assise di Bologna non sapesse che Abbatino non era più sotto la protezione dello Stato e abbia addirittura richiesto che ad accompagnarlo fosse il Nop", ha sottolineato il legale. "Il fatto è che troppo spesso lo Stato, dopo aver spremuto collaboratori decisivi per indagini fondamentali, li abbandona lasciandoli in balia delle vendette dei gruppi criminali. Non dà loro tutela - ha concluso - non offre il cambio di generalità, non garantisce supporto economico e poi pretende che continuino a fidarsi delle istituzioni".

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