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La richiesta alla Commissione, presieduta da Morra dal "Comitato per la Legalità e l’anticorruzione ODV – In memoria del Giudice Ferdinando Imposimato"

Lo scorso 17 settembre, il “Comitato per la Legalità e l’anticorruzione ODV – In memoria del Giudice Ferdinando Imposimato” ha richiesto al Presidente della Commissione Antimafia, dottor Nicola Morra, la desecretazione della seduta in cui, l'8 novembre 1993, fu audito il dottor Michele Coiro, al tempo Procuratore aggiunto della Repubblica, delegato alla DDA di Roma.
Una seduta che fu integralmente secretata proprio su richiesta dello stesso Coiro. 
Nell'istanza presentata si fa riferimento all'incrocio tra "atti pubblici rinvenuti sulle fonti aperte, inerente alle sedute della Commissione" ed il confronto di "appunti del Giudice Imposimato di un periodo storico importante e per il quale non siamo ancora giunti alla verità storica nonostante gli sforzi dei familiari delle vittime di mafia ed i recenti procedimenti giudiziari". 
Al tempo la Commissione Nazionale Antimafia, con la presidenza del vicepresidente Paolo Cabras, si stava occupando di un’indagine conoscitiva sulla situazione della criminalità organizzata a Roma e nel Lazio, allargando il discorso anche ad altri per ricercare tracce e percorsi di attività criminali ed economici riconducibili alla criminalità organizzata nel resto del Paese.
In particolare si cercava di approfondire lo sviluppo dei reati di usura, che già al tempo vedeva, non solo a Roma, ma anche in altre città italiane, dei collegamenti con gruppi di criminalità organizzata, in particolare di matrice camorrista. 
Pochi giorni prima l'audizione di Coiro, sulla stampa era stata data notizia di un’importante operazione della compagnia dei carabinieri dell’EUR nella quale furono arrestati, anche con l’imputazione di associazione a delinquere di stampo mafioso, alcuni camorristi che praticavano l’usura nel territorio romano e non solo.
Quindi l'antimafia voleva comprendere questi passaggi, anche approfondendo i possibili legami tra la criminalità non organizzata e quella organizzata, come ad esempio l’operatività della banda della Magliana.
Perché quella Commissione approfondì anche le vicende che portarono all’arresto di Abbatino e alla sua collaborazione, ai rapporti risultanti dalle indagini tra la banda stessa e Cosa Nostra e, più in generale, con la criminalità organizzata ma anche le eventuali collusioni con pubblici poteri, con esponenti delle forze dell’ordine oppure con magistrati come paventato da notizie giornalistiche del periodo.
Sempre nel 1993 a Roma c'era stato il sequestro di Domenico Nicitra di undici anni, figlio del boss di Palma di Montechiaro Salvatore Nicitra, che scomparve a Roma nella zona della Giustiniana il 21 giugno del 1993 insieme allo zio Francesco. Ed anche in questo caso emergevano importanti collegamenti tra le organizzazioni criminali. 
E poi ancora c'erano da approfondire i sistemi di riciclaggio del denaro, approfondendo le modalità di vigilanza del sistema creditizio.
Insomma quella Commissione su Roma ed il Lazio, lavorò in maniera approfondita. Questo documento potrebbe portare alla luce importanti verità. 
Rispetto alla richiesta il Presidente della Commissione antimafia Nicola Morra ha risposto lo scorso 20 settembre annunciando di aver avviato il procedimento di valutazione ai fini della declassificazione.

Foto © Imagoeconomica

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