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"Da quel che leggo dai giornali, sono abbastanza ottimista, perché assumere una modifica di questo tipo alla riforma della giustizia è indispensabile". A dirlo, raggiunto dall'Adnkronos, è il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, a Palermo per partecipare alle commemorazioni per il 38esimo anniversario della strage di via Pipitone Federico in cui morì il giudice Rocco Chinnici. Nei giorni scorsi, de Raho, audito in Commissione giustizia aveva lanciato un allarme sulla riforma: "Mina la sicurezza del Paese la riforma della prescrizione con la norma sulla improcedibilità che scatta se il processo in appello non si conclude in 2 anni e in Cassazione in uno, indipendentemente dalla gravità dei reati per i quali si procede - aveva detto - E senza risorse aggiuntive per gli uffici giudiziari, con ''tempi così brevi per l'appello'', si prospettano ''conseguenze molto gravi nel contrasto alle mafie, al terrorismo e alle altre illegalità''. "La riforma al momento tocca esclusivamente il processo - spiega oggi - vi sono tanti aspetti positivi che, peraltro, ho evidenziato nel corso della mia audizione in commissione. E' evidente, che laddove non si riconosca una distinzione nel trattare i temi di mafia e terrorismo, si finisce per raggiungere dei momenti di difficoltà". "Questo si è sottolineato in sede di audizione - conclude - credo che proprio su questo il governo stia adottando dei provvedimenti in modo da potere attribuire una diversa corsia, così come deve essere, ai processi di mafia a terrorismo".
Poi ha aggiunto: "Le mafie non hanno più un territorio, quindi si proiettano non solo su tutto quanto il nostro territorio nazionale ma anche all'estero. Ne vediamo le presenze in vari paesi europei, ma anche nel Nord o centro America, in Africa o Medioriente, in Cina. Hanno riferimenti ovunque. Quindi, il primo contrasto è quello all'infiltrazione nell'economia. Oggi le mafie sono grandi galassie di società presenti un po' in tutti i settori, quindi un'attenzione e una capacità di contrastarli sul piano economico è fondamentale".

Foto © Imagoeconomica

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