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I consiglieri togati del CSM Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo hanno chiesto di essere ascoltati dai magistrati della Procura della Repubblica di Brescia, i quali hanno accusato in questi giorni Piercamillo Davigo - ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura - di rivelazione di segreto d’ufficio per aver ricevuto dal pm milanese Paolo Storari, anche lui indagato, i verbali del plurindagato Piero Amara, nei quali indicava Ardita e altri magistrati come membri di una ipotetica, e forse inesistente, loggia massonica denominata "Ungheria". La notizia l'ha data ieri Il Fatto Quotidiano.
I due consiglieri togati, Ardita e Di Matteo hanno richiesto di essere ascoltati poiché ritengono di avere elementi utili che potrebbero contribuire a fare chiarezza su eventuali manovre occulte facenti parte di quell'intricata vicenda che è la campagna di "dossieraggio" denunciata il 28 aprile scorso da Di Matteo durante la seduta plenaria del Consiglio, i cui membri sono rimasti muti, anche se in tanti erano a conoscenza dei fatti.
Oltre a loro ci sono stati altri consiglieri che hanno chiesto spontaneamente di essere sentiti dai magistrati bresciani.
Inoltre sono stati convocati invece come persone informate sui fatti, i consiglieri a cui Davigo aveva parlato di un’indagine a Milano che coinvolgeva Ardita tra cui: il vicepresidente David Ermini; i consiglieri laici Fulvio Gigliotti e Stefano Cavanna, i togati Giuseppe Cascini e Giuseppe Marra e il presidente dell’Antimafia Nicola Morra.
Intanto al Consiglio superiore della magistratura si è già mossa la prima commissione, la quale ha competenza per le questioni di incompatibilità ambientale e/o funzionali non colpose avviando una pre-istruttoria per accertare se ci siano gli estremi per aprire un procedimento a carico del pm milanese Storari e del procuratore aggiunto di Milano Fabio De Pasquale e del pm Sergio Spadaro, entrambi indagati a Brescia, a causa delle accuse mosse dallo stesso Storari per “rifiuto d’atti d’ufficio” al collegio del processo Eni-Nigeria, comprendete anche l'avvocato Amara.
Durante le ultime settimane di Luglio saranno sentiti una decina di magistrati milanesi tra i quali le procuratrici aggiunte Laura Pedio, Tiziana Siciliano e Letizia Mannella, il coordinatore dell’antiterrorismo Alberto Nobili, il presidente del tribunale Roberto Bichi e il presidente del collegio del processo Eni, Marco Tremolada.
È già stata sentita la procuratrice generale Francesca Nanni, la quale ha consegnato le memorie dei pm coinvolti e la relazione del procuratore Francesco Greco. Solo dopo queste audizioni la Prima commissione del CSM deciderà come muoversi, ma i primi atti dell'eventuale procedimento si concretizzeranno orami a ottobre.
Nel mentre alcuni dei consiglieri si sono domandati, rispetto a questa vicenda, come mai il Pg Giovanni Salvi, titolare dell’azione disciplinare, non abbia chiesto per Storari un trasferimento cautelare di sede, se non anche di funzioni, mentre - hanno pensato - sono state emesse misure cautelari anche per meno.

Foto © Imagoeconomica

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