I legali: “Emersa innocenza, ci aspettavamo questo risultato”

Sono stati assolti perché il “fatto non costituisce reato”, il maresciallo dei carabinieri Saverio Masi (difeso dal legale Claudia La Barbera) e il collega Salvatore Fiducia (difeso dal legale Mario Di Trapani) accusati di calunnia e diffamazione nei confronti di sette ufficiali dell’arma Giammarco Sottili, Francesco Gosciu, Michele Miulli, Fabio Ottaviani, Gianluca Valerio, Antonio Nicoletti e Biagio Bertodi, difesi da due anni dagli avvocati Ugo Colonna per Sottili, Gallino Montana per Nicoletti e Filippo Inzerillo per Ottaviani. Gli altri legali hanno tutti rinunciato al mandato. “Ci aspettavamo questo risultato visto ciò che era emerso nel corso dell’istruttoria essendo emersa l'"innocenza di entrambi gli imputati", ha detto brevemente l’avvocato La Barbera a seguito della sentenza pronunciata dalla presidente della V sezione penale del tribunale di Palermo Marina Marisola.
Nell'udienza che si è tenuta il 23 maggio scorso anche il pubblico ministero Pierangelo Padova aveva chiesto l’assoluzione dei due imputati. Masi e Fiducia erano stati rinviati a giudizio per aver denunciato di essere stati ostacolati dai loro colleghi mentre cercavano di arrestare i super latitanti Bernardo Provenzano (morto in carcere nel 2016) e Matteo Messina Denaro (tutt’ora a piede libero). L’accusa nei loro confronti era di calunnia e diffamazione che però oggi sono cadute.
“A chi attende di veder passare anche il mio cadavere sul fiume - aveva detto masi a Marzo 2018 quando venne rinviato a giudizio - dico di avere fatto sempre, fino in fondo ed esclusivamente, il mio dovere di carabiniere e di uomo, a differenza di chi oggi non ricorda o non vuole ricordare. Ho sempre dormito sonni tranquilli e continuerà ad essere cosi poiché sono fermamente convinto che questo processo sarà un’occasione importante per far luce su fatti molto rilevanti e su pagine buie della storia del nostro Paese. Una storia che riguarda tutti noi. Una verità che tutti hanno il diritto di conoscere”. "Imputati invece che impuniti", ha detto il legale Antonio Ingroia. "Accusati di calunnia pur avendo solo cercato di andare a fondo nei misteri dietro le grandi latitanze di Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro. Questa è la Giustizia alla rovescia che oggi è stata sconfitta con questa assoluzione che restituisce Giustizia e speranza agli italiani onesti". E in serata, riportata dall'Agi, è giunto anche un commento del consigliere del Csm, Nino Di Matteo: "Sono stato sempre convinto dell'onestà, del coraggio e della correttezza del maresciallo Masi".

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