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Per l'ex ministro degli Interni Matteo Salvini si conclude la vicenda Gregoretti a Catania, con la sentenza di "non luogo a procedere perché il fatto non sussiste", ma resta pendente quella sulla Open Arms a Palermo, dove è stato rinviato a giudizio, con prima udienza del processo fissata per il prossimo 15 settembre. Sono i destini 'opposti' delle inchieste aperte su ritardi in sbarchi di migranti con indagato l'allora ministro dell'Interno. Diverse anche le valutazioni delle Procure distrettuali delle due città, entrambe condivise dai due Gup: a Palermo era stato chiesto il rinvio a giudizio, a Catania il non luogo a procedere. Al centro dei procedimenti l'approdo di migranti soccorsi nel Mediterraneo. Con delle differenze nel tipo di imbarcazione e nei tempi trascorsi prima dello sbarco: la Open Arms appartiene a una ong spagnola, ed è rimasta in mare con 147 migranti, per 19 giorni; la Gregoretti è una nave della Guardia costiera italiana rimasta alla fonda ad Augusta per quattro giorni. A Catania in passato erano stati trattati altri due casi che sono stati però chiusi: lo sbarco della nave Diciotti, con il Senato che non ha concesso l'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini; e quello della Sea Watch che vedeva indagati, con l'ex ministro, anche l'allora premier Giuseppe Conte, il vice premier Luigi Di Maio e il ministro Danilo Toninelli, che fu archiviata dallo stesso Tribunale dei ministri.

Foto © Imagoeconomica

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