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"Aggravante mafiosa riconosciuta! Ho vinto! Il giudice ha riconosciuto l'impianto accusatorio: Monica Laera mi ha aggredito nell'esercizio del controllo mafioso del territorio. Il giudice ha riconosciuto le minacce di morte nei miei riguardi e le lesioni aggravate". È con queste parole che Maria Grazia Mazzola, giornalista ed inviata speciale del Tg1 commenta la sentenza di condanna con cui, tre anni dopo l'aggressione mafiosa subita, il giudice del Tribunale di Bari, Giovanni Anglana, ha condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione Monica Laera, moglie del boss Lorenzo Caldarola del clan Strisciuglio di Bari. La donna, che già era stata condannata per 416bis, nello specifico era accusata dei reati di lesioni e minacce in continuità aggravate dal metodo mafioso. Per quell'aggressione la Mazzola aveva subito anche una "microfrattura trabecolari ed edema della spongiosa a carico del margine esterno del con filo mandibolare sinistro con ispessimento dei tessuti molli periarticolari" così come si legge nel documento scritto dal medico legale Lea Cinzia Caprioli. "Non è degno di un Paese civile che una giornalista debba riportare lesioni permanenti per porre domande per strada" ha aggiunto la Mazzola nel suo commento su Facebook. "Il giudice ha ristabilito la verità. Riconosciute dal giudice - ha spiegato in una nota Stampa Romana - anche le richieste di parte civile tra cui Stampa Romana, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Fnsi, Libera e Comune di Bari. Non è accettabile che una cronista venga aggredita per strada e subisca lesioni permanenti, con minacce di morte. E la libera informazione non può subire ostacoli né ci sono zone del paese off limits. Questa decisione rilancia anche il tema di ottenere maggiori tutele normative per i cronisti". Stampa Romana ha anche annunciato che "il punto sulla Sentenza di Bari sarà fatto con una diretta sui canali social Facebook e YouTube di Stampa Romana alle 17,30". "Con noi - aggiunge la nota - Maria Grazia Mazzola, il procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho, il Presidente dell'OdG Carlo Verna, il cdr del tg1, i legali di parte civile di Libera Enza Rando e di Stampa Romana Antonio Feroleto".

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