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Il "materiale" acquisito rischia di far saltare altre 20 toghe

Non è dato ancora sapere cosa l’ex presidente dell’Amn abbia detto oggi davanti alla prima commissione del CSM - competente in procedimenti di incompatibilità dei magistrati - ma il materiale acquisito dai magistrati potrebbe portare al trasferimento di altre 20 giudici togati, già sottoposti a procedimento disciplinare. L’udizione (ufficializzata ieri per oggi) è stata presieduta dal presidente della prima Commissione Elisabetta Chianglia, ed è stata incentrata su specifici episodi relativi alle chat con i suoi ex colleghi, le quali erano emerse durante l'indagine della procura di Perugia. All’uscita dal Palazzo dei Marescialli Luca Palamara ha dichiarato che "mi sono state rivolte domande sulle chat e non solo, ma ho la consegna di non parlare. Mi attengo quindi a questo impegno", specificatamente ha detto di aver parlato di "fatti specifici e in particolare degli uffici giudiziari di Roma e Milano", inoltre "ho parlato di quanto emergeva dalle chat, ma il discorso si è poi allargato anche al trojan" e "di fatti e vicende documentati e documentabili, altrimenti non li avrei affrontati. So quello che ho fatto e che il mio impegno deve essere chiarire come sono andate effettivamente le cose". Secondo il regolamento del CSM l’audizione si è svolta a porte chiuse, senza la presenza di nessun mezzo di informazione pubblica. Il partito radicale ha di conseguenza avanzato al Csm la richiesta di "superare la clausura dei loro lavori" aggiungendo che "per il futuro ci attiveremo per rendere pubblico, con legge, ogni anfratto della giustizia che viene amministrata in nome del popolo italiano. Siamo nell'anno domini 2021, quest'idea che alcuni pezzi di giustizia, come accade in udienza preliminare nel processo penale, debbano essere sottratti alla conoscenza, alla pubblicità, alla trasparenza e rimanere nelle segrete stanze abitate da chierici e mandarini deve essere superata, appartiene a mondi che non esistono più". Certamente il caso Palamara ha rappresentato un vero e proprio terremoto per l’intero sistema giudiziario italiano, poiché è riuscito a mettere in luce un "sistema interno" il quale concedeva progressioni di carriera a determinati magistrati basandosi su favori personali e scambi politico - istituzionali, legati oltretutto al cosiddetto "gioco delle correnti". Tre giorni prima - sempre in prima commissione - è stato sentito anche il procuratore di Perugia Raffaele Cantone, per il quale si è ipotizzata l’apertura di una pratica di tutela dopo diverse accuse mosse da alcuni quotidiani.

Foto © Imagoeconomica

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