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Martedì prossimo il plenum sarà con la presenza di Mattarella e Cartabia

La terza commissione del Csm ha deliberato il trasferimento dell'ormai ex procuratore capo di Reggio Emilia, Marco Mescolini alla procura di Firenze dove andrà a ricoprire un posto vacante con le funzioni di sostituto procuratore. Il 24 febbraio scorso il plenum del Csm aveva disposto all'unanimità il trasferimento d'ufficio di Mescolini per "incompatibilità ambientale". Nel plenum del 24 febbraio scorso il consigliere togato Nino Di Matteo, intervenuto come relatore della prima commissione disciplinare, aveva ribadito: "Siamo alla presenza di un procuratore al quale è sfuggita la possibilità o la volontà di adempiere al suo lavoro di procuratore della repubblica a Reggio Emilia”.
All'origine della vicenda l'esposto presentato da quattro pm reggiane dopo la pubblicazione delle chat fra Mescolini e l'allora consigliere del Csm Luca Palamara, col primo che insistentemente si informava sull'iter della sua nomina a procuratore capo di Reggio Emilia. Le quattro magistrate sostenevano di non essere più nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro con la serenità necessaria, dopo la pubblicazione sulla stampa delle conversazioni e segnalavano altre vicende relative alla gestione dell'ufficio giudiziario. Lo stesso Mescolini - 55enne nato a Cesena, ex pm della Dda di Bologna, ruolo con il quale ha condotto l'accusa (assieme alla collega Beatrice Ronchi) del processo Aemilia contro la 'Ndrangheta - aveva indicato, come si legge nell'odg della terza commissione del Csm firmato dal consigliere relatore Giovanni Zaccaro, il capoluogo toscano tra le preferenze di destinazione. A Reggio Emilia la reggente ad interim della procura sarà il magistrato Isabella Chiesi.

Trasferimento d'ufficio proposto anche per Presidente del Tribunale di Trento
Nella giornata di oggi la prima commissione del Csm ha proposto anche il trasferimento d'ufficio di Guglielmo Avolio, presidente del Tribunale di Trento, "per incompatibilità con l'ufficio di attuale assegnazione e con ogni funzione giudiziaria nel distretto di Corte d'appello di Trento".
Avolio ha partecipato come giudice aggiunto al processo per la strage di Bologna del 2 agosto 1980 e come giudice effettivo al primo processo per i fatti della Uno Bianca. La prima commissione ha inoltre deliberato l'archiviazione per altri due magistrati in servizio a Trento, uno dei quali ha chiesto il trasferimento al Tribunale di Padova. La prima commissione ritiene che "le plurime condotte volontarie, opache e\o inopportune, tenute dal dott. Avolio relativamente al procedimento", sul gruppo vitivinicolo Mezzocorona, "(...) ed al suo principale indagato Luca Rigotti, indipendentemente dalla loro eventuale rilevanza disciplinare, hanno determinato un significativo ed obiettivo appannamento dell'imparzialità e dell'indipendenza del medesimo magistrato nel territorio dell'intero distretto di Trento, visto che hanno riguardato una persona ed un'azienda cooperativa note in tutta la Regione ed hanno avuto ad oggetto le competenze di natura distrettuale del Tribunale di Trento". A pesare, per la prima commissione del Csm, anche "l'accertata e confidenziale frequentazione tra il dott. Avolio ed il Carini". Si tratta dell'imprenditore calabrese Giulio Carini, uno degli indagati nell'inchiesta "Perfido", che riguarda la costituzione, in Trentino, di una locale della cosca 'ndranghetista Serraino. Secondo la prima commissione, la citata frequentazione "costituisce un fatto volontario, incolpevole sul piano giuridico e che può però obiettivamente determinare un appannamento dell'immagine di imparzialità ed indipendenza del dott. Avolio. Si deve giungere a tale conclusione considerando da una parte il rilievo sociale e giuridico del procedimento penale in questione e dall'altra che il dott. Avolio è il dirigente dell'ufficio che si troverà a giudicare il Carini", si legge ancora nella proposta all'ordine del giorno.

Plenum straordinario con Mattarella e Cartabia
Intanto sale l'attesa per il Plenum straordinario del Csm che sarà presieduto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la partecipazione della ministra della Giustizia Marta Cartabia, in programma martedì prossimo, 23 marzo, alle ore 10,30.
All'ordine del giorno, la richiesta di parere, avanzata dalla Guardasigilli, sulla "proposta di accordo con il procuratore capo europeo" per la "determinazione del numero e della distribuzione funzionale e territoriale dei procuratori europei delegati". Data l'ordinanza del ministero della Salute del 12 marzo scorso, che ha collocato la regione Lazio in 'zona rossa' e della necessità di osservare una rigorosa disciplina anti-covid, la sala stampa di Palazzo dei Marescialli - fa sapere il Csm - potrà ospitare solo un ristretto numero di giornalisti, nel rispetto del distanziamento sociale. La pubblicità della seduta sarà garantita da Radio Radicale, che trasmetterà la diretta audio-video sul suo sito web.

Foto © Imagoeconomica

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