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Nell'inchiesta sulle presunte irregolarità nei concorsi per cattedre alla facoltà di Medicina dell'Università di Firenze e di altri atenei sarebbe emersa "l'esistenza di un centro di potere che gestisce la cosa pubblica come se fosse cosa propria" ossia "in funzione personale con scambi di favori, facilitando i propri clientes nell'occupazione di posti di ricercatore e di professore ordinario e associato".
A sostenerlo sono il procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli e il sostituto procuratore Antonino Nastasi, nella richiesta di interdizione dagli incarichi avanzata nei confronti di sette dei 39 indagati, su cui dovrà pronunciarsi il gip Angelo Antonio Pezzuti all'esito degli interrogatori.
"L’attività investigativa - spiegano i pm - ha dimostrato come l’intero sistema dei concorsi sia mosso non dalla meritocrazia ma dalla logica del clientelismo, del favoritismo, dalla raccomandazione, e quando non sufficienti dall’induzione e dall‘imposizione".
L'interdizione è stata chiesta tra gli altri per il rettore Luigi Dei che sarà il primo a comparire davanti al gip quest'oggi. Nella richiesta di misura cautelare i pm contestano al rettore due episodi di presunta corruzione e uno di induzione indebita a dare o promettere utilità. "Deve rilevarsi - scrivono i pm - la sua inclinazione a delinquere e a commettere reati contro la pubblica amministrazione" agendo "in spregio delle regole di legalità, trasparenza e correttezza".
Gli altri destinatari di richieste di misure interdittive sono il direttore generale dell'Aou di Careggi Rocco Damone, il professor Marco Carini, primario di urologia a Careggi, il direttore del dipartimento cardio-toraco-vascolare Niccolò Marchionni, Sandra Furlanetto professore associato di chimica analitica all'Università di Firenze, Corrado Poggesi docente ordinario di fisiologia in pensione, Francesco Montorsi professore ordinario presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Andrea Benedetto Galosi, quest'ultimo secondo gli investigatori designato come vincitore predeterminato di un concorso per professore ordinario indetto presso l'Università Politecnica delle Marche.
Dalle carte dell'inchiesta emerge come a tirare le fila di un gruppo di potere vi sarebbero stati il rettore Luigi Dei, il Dg di Careggi Rocco Damone e, tra gli altri, proprio il professor Carini. Il primario viene indicato nelle carte come "persona di sistema", in grado di mettere al servizio dell’associazione una importante rete di relazioni nel mondo accademico (l’inchiesta riguarda anche concorsi ad Ancona, Milano Verona). E nell'indagine non mancano anche contatti con la politica locale.
L'inchiesta, così come riporta oggi il Fatto Quotidiano, fu aperta grazie a una lettera anonima ricevuta il 23 ottobre 2019 dal procuratore aggiunto di Firenze, Luca Tescaroli, che a sua volta la invia al suo capo Giuseppe Creazzo. Nella missiva l'anonimo, un asserito “accademico di Medicina di Careggi”, scriveva: “Gentilissimo. Sono un accademico di Medicina di Careggi, penalizzato ed escluso dalla mafia dei baroni che da anni decide vita e morte di una classe di medici che, salvo rarissime eccezioni, in un silenzio omertoso, accetta di buon grado ogni decisione, qualunque essa sia, sperando un giorno di coronare il suo sogno di mediocre universitario: avere la cattedra! Bene, dopo i recenti scandali, nulla è cambiato (…). Ho letto con entusiasmo che la vicenda cattedropoli le è stata affidata e confido nella sua integerrima capacità di perseguire l’attività illecita, già dimostrata in veste di pm in processi chiave del nostro paese. Sappia che non uno dei concorsi che si stanno svolgendo è regolare. Praticamente tutti sono caratterizzati da bandi profilati atti a facilitare un vincitore, che nel 90% dei casi è un interno, spesso unico candidato presente! È una vergogna!”.
E poi ancora: "So che l’anonimato non rappresenta il massimo, ma non tutti hanno la forza e la possibilità di seguire strade giudiziarie. Spero che possiate interrompere questa vergogna!”. In quella lettera venivano anche allegati 11 nominativi per altrettanti concorsi. “Per dimostrarLe che non mi sbaglio - scriveva l’anonimo a Tescaroli - Le indicherò i vincitori dei concorsi accademici in atto prima ancora che molte commissioni presiedute dai baroni di Careggi si siano ancora insediate”.
Anche se allo stato non è possibile dire se davvero il 90% dei concorsi sia stato truccato, ma molti elementi riferiti dall'anonimo sembrano essere stati accertati.

Foto © Imagoeconomica

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