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Terza giornata di udienza preliminare del nuovo filone dei processi sulla Strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Imputati con richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura generale sono Paolo Bellini, ex Avanguardia nazionale, ritenuto un esecutore della Strage, in concorso con i Nar condannati e con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D'Amato e Mario Tedeschi, tutti deceduti e ritenuti mandanti, finanziatori o organizzatori dell'attentato. Richiesta di giudizio anche per l'ex carabiniere Piergiorgio Segatel, per depistaggio, e Domenico Catracchia, amministratore di condominio di immobili in via Gradoli a Roma per false informazioni al pm al fine di sviare le indagini. Per depistaggio era indagato anche l'ex generale del Sisde Quintino Spella, 92 anni, che è deceduto lo scorso gennaio.
E' dunque iniziata la discussione da parte della Procura generale che ha ripercorso le proprie indagini sul finanziamento della Strage, sulla provenienza del denaro e su una serie di eventi ritenuti legati all'attentato, come l'assassinio, avvenuto a Londra nel 1982, dell'antiquario Sergio Vaccari, legato al contesto dell'eversione nera dell'epoca. "Abbiamo inoltre accentuato i legami che c'erano tra Bellini e l'ex procuratore della Repubblica di Bologna, Ugo Sisti", ha spiegato l'avvocato generale Alberto Candi. L'accusa è tornata anche sul rigetto del Gip della richiesta di custodia in carcere per Bellini, in cui comunque "è stata riconosciuta la gravità del quadro indiziario a suo carico", ha sottolineato ancora Candi.
Nel pomeriggio è stata la volta delle parti civili. "Ci concentreremo sull'alibi di Bellini per il 2 agosto 1980, che riteniamo crollato - ha detto l'avvocato Andrea Speranzoni - e sulle relazioni tra il Bellini di Avanguardia nazionale e i gruppi eversivi che affiancavano Avanguardia nazionale, vale a dire i Nar e Terza posizione". C'è poi, aggiunge Speranzoni, "il Bellini che porta avanti anche in epoca successiva, attraverso il padre Aldo, le sue relazioni con uomini che noi riteniamo degli apparati". Per Speranzoni siamo di fronte ad un quadro indiziario "idoneo, abbondantissimo, per giustificare la richiesta di rinvio a giudizio. Pertanto siamo assolutamente in linea con la Procura generale - ha detto il legale - che ha svolto queste indagini e altre ne sta compiendo rispetto all'inserimento della cosiddetta 'Primula nera' all'interno della rete eversiva dell'epoca".
Il processo è stato rinviato all'8 febbraio quando sarà il turno dei difensori degli imputati, che finora non hanno ancora optato per farsi processare con riti alternativi. Poi toccherà al gup decidere sugli eventuali rinvii a giudizio.

Foto © Imagoeconomica

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