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Della questione si discuterà prossimamente ma si preannuncia già terreno di scontro

Dopo voci di corridoi e qualche articolo di giornale ieri, a Palazzo dei Marescialli si è discusso, seppur brevemente, della vicenda della possibile discesa in politica di Catello Maresca, Sostituto Procuratore presso la Procura Generale di Napoli. Ad esporla al plenum è stato il togato di Area Giuseppe Cascini facendo riferimento a “un magistrato attualmente in servizio in una grande città che da mesi agisce e parla come candidato sindaco di quella stessa città”. La questione verrà affrontata a breve quando il plenum dovrà discutere la proposta della Prima Commissione di archiviare la segnalazione del procuratore generale Luigi Riello, ma sembra già essere terreno di scontri. ll pg Riello, che è anche capo dell’ufficio dove attualmente Maresca presta servizio, aveva trasmesso al Csm, oltre che a via Arenula e al pg della Cassazione, articoli di stampa sui contatti allacciati dal magistrato su un’ipotesi di candidatura civica sostenuta dal centrodestra, secondo uno schema approvato anche dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi (da qualche giorno ricoverato a Monaco per problemi cardiaci). La prima commissione, competente per valutare eventuali profili di incompatibilità ambientale, si è espressa per l’archiviazione. L’ultima parola spetta all’assemblea plenaria. Il dibattito però, come detto, si prospetta accesso come si è potuto constatare ieri, durante la seduta sulla nomina di Domenico Manzione, ex sottosegretario nel governo Letta come procuratore capo di Lucca. Alla fine, questa pratica è tornata in commissione con 8 voti a favore, 10 astenuti e 10 contrari, come richiesto dalla consigliera togata Loredana Micciché che aveva evidenziato articoli di stampa dai quali emergeva l’amicizia fra Manzione e il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
Durante il dibattito, Cascini si è opposto all’azzeramento della pratica per la Procura di Lucca e ha sottolineato: “Registro piuttosto un atteggiamento un po’ ondivago su questo tema del rapporto tra magistratura politica, in quanto mentre si chiede di applicare per il dottor Manzione una disposizione di sfavore che non esiste, la prima commissione ha deciso di non occuparsi, applicando le norme vigenti” di un’altra vicenda: quella che riguarda Maresca, appunto, evocato chiaramente seppur senza citarlo espressamente. “Ma avremo modo di parlarne nei prossimi giorni”, ha concluso Cascini riferendosi alla discussione in plenum sulla proposta di archiviazione.
Immediata la replica del togato Nino Di Matteo, che si è espresso a favore del ritorno in commissione della nomina di Manzione e ha respinto accostamenti fra questa vicenda e quella dell’ex pm anticamorra. “Mi stupisce lo stupore del consigliere Cascini che auspica una coerenza rispetto a due situazioni, in verità, completamente diverse. Una cosa - ha argomentato Di Matteo - è nominare procuratore capo un magistrato che ha a lungo esercitato funzioni politiche di governo, dopo il recente rientro in ruolo; diversa è la situazione di un magistrato, della cui possibile futura candidatura si parla in articoli di stampa. Sono due situazioni - ha sottolineato l’ex pm del Processo Trattativa - che afferiscono ad ambiti assolutamente distinti e separati sulle possibili commistioni tra magistratura e politica: quello della possibilità di un magistrato di accedere ad incarichi politici, diritto costituzionalmente garantito a tutti i cittadini, rispetto al tema del rientro in ruolo di chi ha già ricoperto incarichi politici”.
Maresca non ha ancora sciolto definitivamente la riserva, la decisione arriverà presumibilmente entro la fine del mese ma è più che probabile che accetterà di correre per il Comune di Napoli.
(Prima pubblicazione: 15 gennaio 2021)

Fonte: La Repubblica

Foto © Imagoeconomica

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