Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

di AMDuemila
Quattro mesi dopo l'ultima udienza ieri, davanti al tribunale presieduto da Francesco D'Arrigo, presso l'aula bunker di Caltanissetta è ripreso il processo ai presunti fiancheggiatori del cosiddetto "sistema Montante". Tra i 17 imputati vi sono anche nomi di rilievo come l'ex presidente del Senato Renato Schifani, l'ex direttore dell'Aisi Arturo Esposito, l'imprenditore nisseno Massimo Romano, il maggiore in congedo della guardia di finanza Ettore Orfanello e il luogotenente Mario Sanfilippo.
Nel corso dell'udienza, che ha visto "l'esordio" nel processo del procuratore aggiunto Gabriele Paci, a comporre l'accusa assieme ai sostituti Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti, sono stati escussi i 5 periti che hanno effettualo le trascrizioni delle intercettazioni ambientali e telefoniche durante l'indagine contro l'ex vertice di Confindustria in Sicilia (già condannato in primo grado a 14 anni di reclusione, ndr).
Successivamente è stato ascoltato il maggiore della Guardia di Finanza Antonino Costa, attualmente in servizio a Roma presso il nucleo spese pubbliche e dal settembre 2010 uno a luglio 2012, al Nucleo di polizia tributaria del comando provinciale di Caltanissetta. All'epoca era un sottoposto, con il grado di capitano, del maggiore Orfanello e proprio per questo è stato audito.
"Quando arrivai a Caltanissetta nel 2010, presso il nucleo di polizia tributaria, fui completamente isolato. Ero comandante della sezione tutela finanza pubblica del nucleo, nel nostro gergo. Non venivo coinvolto in nessuna attività".
"Per l'incarico ricoperto - ha proseguito - avrei dovuto seguire le verifiche svolte dalle pattuglie incaricate, leggere i loro verbali, approfondire la metodologia di indagine, ma per fare questo dovevo essere nominato 'direttore di verifica' dal maggiore Orfanello. Preciso che aveva la prerogativa di svolgere anche lui tale compito, ma a me lo ha fatto fare poche volte".
L'ufficiale delle fiamme gialle ha riferito in aula che spesso chiedeva spiegazioni sul perché non veniva coinvolto, vista la sua esperienza. "Non espletavo - ha sottolineato - il mio compito. Orfanello mi disse che decideva lui". Da parte sua la Difesa ha voluto dimostrare il contrario di quanto affermato da Costa. Su circa 50 verifiche fiscali effettuate in quel periodo - ha rilevato durante il controesame l'avvocato Giuseppe Dacquì, difensore del maggiore Ettore Orfanello - è emerso che 38 verifiche fiscali erano state effettuate proprio dal maggiore Costa.

Foto © Imagoeconomica

Le recensioni di AntimafiaDuemila

NARCOS CARIOCA

NARCOS CARIOCA

by Mattia Fossati

...


LA CASA DI PAOLO

LA CASA DI PAOLO

by Marco Lillo, Sara Loffredi

...

DOSSIER BOLOGNA

DOSSIER BOLOGNA

by Antonella Beccaria

...


U SICCU

U SICCU

by Lirio Abbate

...

A UN PASSO DA PROVENZANO

A UN PASSO DA PROVENZANO

by Giampiero Calapà

...


LA MAFIA CHE HO CONOSCIUTO

LA MAFIA CHE HO CONOSCIUTO

by Alfredo Galasso

...

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

...


ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy