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I legali avevano chiesto le scarcerazioni
di AMDuemila
Il tribunale di Reggio Emilia ha respinto l'istanza per i domiciliari avanzata a fine aprile dai difensori di Nicolino Grande Aracri, capoclan della 'Ndrangheta detenuto nel carcere milanese di Opera, in regime di 41 bis. A riferirlo ieri è stata la Gazzetta di Reggio, secondo cui nella loro valutazione i giudici hanno tenuto conto del parere negativo dato dalla Procura distrettuale di Bologna e della relazione del penitenziario, che esclude rischi di contagio, alla luce delle precauzioni prese.
La decisione è stata presa dal collegio che sta giudicando il boss 61enne, attualmente sotto processo con l'accusa di essere il mandante degli omicidi di Nicola Vasapollo e Giuseppe Ruggero, avvenuti tra il 21 settembre e il 22 ottobre 1992 a Reggio Emilia.
Il capo clan è coinvolto in diversi procedimenti di 'Ndrangheta. A ottobre 2018 è stato condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione nel processo "Aemilia" (dove si procedeva con il rito abbreviato); mentre a giugno dello scorso anno era arrivata la condanna definitiva all'ergastolo nel processo "Kyterion".

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