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di AMDuemila
Probabilmente complice l'effetto domino causato dal Russiagate e i dissidi interni all'intelligence

L’ex Generale di corpo d’armata della Guardia di Finanza Luciano Carta lascia la direzione dell'Aise, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (controspionaggio), dove era stato eletto nel novembre del 2018, per approdare in Leonardo (ex Finmeccanica), società per azioni partecipata al trenta per cento dallo Stato, dove è stato nominato presidente.
La sua nomina però, come scrive la Repubblica, avrebbe a che vedere con alcune tensioni che l'ex numero uno dell'Aise avrebbe avuto con l'omologo del Dis, il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, Gennaro Vecchione. Dissidi fondati su una scabrosa vicenda estera di cui le cronache hanno parlato in maniera diffusa fino a qualche mese fa, prima della pandemia: il caso Russiagate. Vecchione aveva infatti offerto collaborazione al ministro della Giustizia William Barr e al procuratore John Duhram, impegnati nella controinchiesta americana sul Russiagate alla ricerca di prove sul presunto complotto elettorale di cui Donald Trump sarebbe stato vittima nel 2016, quando venne accusato di aver chiesto aiuto alla Russia per condizionare le elezioni di quell'anno negli USA. Prove che sarebbero potute provenire da Roma, dove gli 007 sarebbero venuti in possesso di informazioni utili su Joseph Misfud, il presunto accademico maltese che nel 2016 svelò ai collaboratori di Trump l’esistenza di mail compromettenti per Hillary Clinton acquisite dai russi. Ma quelle informazioni, come sosteneva Carta, l'Italia non le aveva mai avute. E nel frattempo l’interlocutore di Barr era stato sempre Vecchione che aveva incontrato in due occasioni a Roma il ministro americano. A fine ottobre scorso la questione era arrivata fino al Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), dove il premier Giuseppe Conte aveva fornito la sua versione dei fatti riguardo al ruolo svolto nelle indagini americane sul Russiagate e su un suo presunto via libera al ministro Barr. Insomma una situazione delicata per la quale si sarebbero registrati dissidi - qualche settimana prima dell'audizione di Conte a Palazzo San Macuto - tra gli stessi vertici dei servizi italiani. Notizia, questa, smentita da fonti interne all'intelligence ad inizio ottobre. Intanto, però, Luciano Carta ha fatto un passo di lato con la nomina di presidente dell'azienda attiva nei settori della difesa Leonardo. E alla direzione dell'Aise è rimasto un posto vacante che potrà essere preso dall’attuale vice direttore Gianni Caravelli, il generale Carmine Masiello o l’altro vice dell’Aise, Giuseppe Caputo.

Foto © Imagoeconomica

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