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di AMDuemila
Il clan Fasciani rappresenta "un emblematico esempio di 'mafia locale'" e con esso "anche la città di Roma ha conosciuto l'esistenza di una presenza 'mafiosa', sebbene in modo diverso da altre città del Sud, ma non per questo meno pericolosa o inquinante il tessuto economico-sociale di riferimento". A dirlo è la Corte Suprema di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui, il 29 novembre scorso, confermò l'impianto accusatorio per Carmine Fasciani e la sua famiglia, rendendo definitive le condanne - per oltre 140 anni di reclusione in totale - per una decina di imputati.
I giudici ermellini, nella loro sentenza lunga ben 151 pagine, hanno descritto che il clan è un "sodalizio semplice" operante a Ostia "fin dagli anni Novanta", che "si eleva nella sua quotidiana operatività ad associazione mafiosa, attraverso ulteriori e pregnanti condotte tipiche alle quali tutti i sodali partecipano consapevolmente arrecando ciascuno un contributo causale finalisticamente orientato proprio ad acquisire egemonia criminale nel territorio di insediamento": un "salto di qualità” che "coinvolge non soltanto la singola persona", il capo "indiscusso" del clan Carmine Fasciani, "che vede aumentata la sua fama criminale", ma anche "quel substrato di carattere familiare che ne costituiva l'originario nucleo storico".
Inoltre, la Corte ha evidenziato “l’assenza di denunce ad opera delle persone offese", elemento "correttamente valorizzato ai fini della sussistenza del reato" in "un contesto caratterizzato da una varietà di fatti illeciti accertati, ma mai denunciati": "Non è stato quindi affermato che, poiché nel territorio di Ostia non risultano denunce e reati, è presente un'associazione mafiosa; piuttosto - ha concluso la Cassazione - è stato riconosciuto che dalla constatazione che per i reati, anche se non specificamente contestati, emersi da questo e da altri procedimenti strettamente connessi, le persone offese, anche se non individuate, non hanno mai sporto denuncia, è stato possibile risalire ad un clima di omertà confermativo del metodo mafioso".

Foto © Imagoeconomica

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