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di AMDuemila
L’intervento del presidente della Commissione antimafia: “L’emergenza mafia c’è anche fuori dal Sud Italia”

''Il direttore di Libero ritiene che ‘le migliori energie del paese’ si tengano lontane dalla politica per paura dei magistrati che spesso indagano sui politici col risultato di delegittimarli. Pochi giorni fa si discuteva dell''esule' Craxi, e non del contumace Craxi. A quando la riabilitazione della ‘mafia dei corleonesi’? A quando la nuova agiografia di Michele Sindona o Roberto Calvi?''. Sono queste le parole del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, che su Facebook è intervenuto riguardo le parole espresse dal direttore del quotidiano “Libero”, Pietro Senaldi, nel corso del dibattito all’interno della trasmissione di La7 “Dimartedì”, condotta da Giovanni Floris. Inoltre, il presidente, a margine dell'incontro "Mafia: un problema europeo", organizzato dal M5s al Parlamento europeo di Bruxelles, ha spiegato come l’emergenza delle infiltrazioni mafiosi, avvengono non solo al Sud d’Italia, ma anche fuori da quei territori. "Prima si è pensato che le mafie fossero fenomeni perimetrabili in alcune zone del Sud Italia. - ha detto - Attualmente si registra il contrario: un'emergenza antimafia in territori che si pensava fossero del tutto immuni al problema". Secondo Morra in regioni come “Veneto, in Friuli, in Emilia, ma anche in Lombardia e in Piemonte, in Liguria e nella stessa Valle d'Aosta si è capito che certe dinamiche sono arrivate anche in quei territori. Credo che lo stesso discorso si debba fare per l'Europa e per il mondo tutto”. Per il presidente “la mafia è innanzitutto una mentalità, che preferisce al rispetto delle regole il rispetto del sangue, a prescindere da qualunque regola sociale e politica venga imposta, e che sta sovvertendo gli ordinamenti democratici. Lì dove le mafie si sostituiscono ai poteri statuali, vengono compressi i diritti democratici dell'individuo”. A chi chiedeva se si potesse migliorare la normativa italiana, Morra ha risposto che "l'Italia ha una buona normativa antimafia, ma questo non significa che non possa e non debba essere migliorata. Sto suggerendo ai miei colleghi e alle forze di maggioranza di intervenire sul diritto societario e sul diritto fallimentare, perché troppe volte - ha concluso il senatore del M5s - indagini giudiziarie hanno dimostrato come, ad esempio, la cosiddetta srl semplificata sia lo strumento particolarmente apprezzato da sodalizi mafiosi per far crimini di natura economico-finanziaria".

Foto © Imagoeconomica

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