Si è aperto davanti alla terza sezione penale del Tribunale di Palermo, presieduta da Fabrizio La Cascia, il processo a carico del presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, esponente di Fratelli d’Italia. L’imputato, accusato di corruzione, peculato, truffa e falso ideologico, ha scelto il rito del giudizio immediato, saltando l’udienza preliminare, con l’obiettivo dichiarato di "fare chiarezza il prima possibile”. Galvagno non era presente in aula.
L'accusa è rappresentata dai pm Andrea Fusco e Felice De Benedittis, gli stessi della vicenda Amata-Cannariato, che ha gia' fatto traballare la poltrona dell'assessore, convinta però di non doversi dimettere, come del resto Galvagno.
Al centro dell’inchiesta della Procura di Palermo vi è un presunto sistema di scambio di favori all’interno di un “cerchio magico”: secondo l’accusa, il presidente avrebbe erogato finanziamenti pubblici a fondazioni e eventi legati all’imprenditrice Marcella Cannariato (moglie di Tommaso Dragotto, patron di Sicily by Car) in cambio di incarichi e benefici per persone a lui vicine. Tra le contestazioni principali figurano contributi per complessivi 198 mila euro alle edizioni 2023 e 2024 di “Un Magico Natale”, 27 mila euro per “La Sicilia per le donne” e ulteriori somme per iniziative come un apericena da 11 mila euro per “Donna, Economia e Potere”.
In cambio, l’accusa sostiene che sarebbero stati ottenuti un incarico di consulenza per una parente di Galvagno, la nomina del compagno dell’ex portavoce nel Cda di Sicily by Car e altri incarichi retribuiti. A Galvagno e al suo ex autista Roberto Marino (assistito dall’avvocato Salvatore Sansone) sono inoltre contestati il peculato per l’uso privato dell’auto di servizio (un’Audi A6 utilizzata per circa 60 volte a scopi non istituzionali) e truffa e falso per missioni mai effettuate, con un presunto indebito incasso di circa 19 mila euro tra rimborsi e diarie.
L’Avvocatura dello Stato ha chiesto alla prima udienza la costituzione di parte civile sia della Presidenza dell’Ars sia della Regione siciliana. La difesa di Galvagno, rappresentata dagli avvocati Ninni Reina, Vittorio Manes e Antonia Lo Presti, ha chiesto un termine per pronunciarsi sulla richiesta. Il tribunale deciderà sulla costituzione delle parti civili e sulle questioni preliminari alla prossima udienza, fissata per il 18 giugno.
Nel filone parallelo, ancora in fase di udienza preliminare, figurano l’ex portavoce di Galvagno Sabrina De Capitani, l’imprenditrice Marcella Cannariato, Marianna Amato (dipendente della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana) e il manager della comunicazione Alessandro Alessi. È probabile una futura riunione dei procedimenti. Le difese hanno già annunciato l’intenzione di contestare l’utilizzabilità delle intercettazioni ambientali e telefoniche, disposte nell’ambito di un altro procedimento poi archiviato.
Nella tranche già definita della stessa inchiesta, l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata è stata rinviata a giudizio, mentre Marcella Cannariato è stata condannata in abbreviato a due anni e sei mesi.
Le indagini si basano su intercettazioni e videoriprese effettuate dalla Guardia di Finanza, che hanno documentato incontri e conversazioni nella residenza palermitana di Galvagno. Una fonte di prova ritenuta centrale ma destinata a diventare oggetto di battaglia processuale.
La prossima udienza sarà il 18 giungo alle ore 11.
Foto originale © Imagoeconomica
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