La palla torna al Tribunale del Riesame, annullata (ma senza rinvio) anche l’ordinanza per il segretario Vito Raso
Mentre la procura di Palermo chiede il rinvio a giudizio per l’accusa di corruzione e traffico di influenze nell’inchiesta sugli appalti alla sanità siciliana, la sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la conferma degli arresti domiciliari nei confronti dell'ex presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro. Il presidente della nuova Democrazia Cristiana non è automaticamente libero ma dovrà attendere la decisione di un altro collegio del riesame di Palermo, che deciderà nel merito. Per Cuffaro e altre otto persone la Procura di Palermo ha già chiesto il rinvio a giudizio con le ipotesi di corruzione e traffico di influenze illecite: i pm ritengono che avrebbe gestito un sistema capace di intervenire su un concorso a Palermo e su un appalto a Siracusa. L'annullamento con rinvio accoglie il ricorso degli avvocati Marcello Montalbano e Giovanni Di Benedetto, che avevano impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame di Palermo. Il provvedimento aveva confermato l'applicazione dei domiciliari, disposta dal gip, e con il ricorso erano stati prospettati vizi di illegittimità riguardati la utilizzabilità delle intercettazioni e vizi della motivazione concernenti le ipotesi di reato. Annullata l’ordinanza anche per Vito Raso (difeso dall'avvocato Marco Traina), segretario dell'ex presidente della Regione finito nell'inchiesta sulla sanità indagato per traffico di influenza e corruzione. Nei confronti del segretario non c'è alcun rinvio. E quindi appena notificato il provvedimento Raso lascerà i domiciliari.
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