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Il commento del senatore M5Stelle a margine della conferenza stampa dell'Associazione dei magistrati contabili

La maggioranza di italiani è riuscita a respingere con il 'No' al referendum il progetto di questa maggioranza di centrodestra di sottomettere la magistratura ordinaria al controllo del potere politico. Ma nel frattempo hanno approvato un'altra legge che raggiunge lo stesso risultato con un'altra magistratura importantissima: la magistratura contabile, la Corte dei Conti, che si occupa di tutelare il denaro pubblico”. 
È un allarme netto quello lanciato dal senatore M5S ed ex magistrato Roberto Scarpinato, intervenuto a margine della conferenza stampa dell’Associazione Magistrati della Corte dei conti, convocata per chiedere una revisione della legge delega sulla riforma della magistratura contabile.
Secondo Scarpinato, ciò che sta accadendo non può essere letto come una serie di interventi isolati, ma come parte di un disegno più ampio e coerente. “È l'ultimo anello di una manovra complessiva che noi dobbiamo vedere - spiega l’ex magistrato -. Da una parte hanno elevato la soglia per gli affidamenti di appalti pubblici diretti. E l'ANAC ha dichiarato che c'è stata una lievitazione anomala, fino all'80%, dell'affidamento degli appalti diretti senza alcun controllo o gara. Contemporaneamente hanno abolito il reato di abuso d'ufficio, quello che consente di utilizzare affidamenti diretti e potere pubblico per finanziare catene clientelari e nepotistiche”.
In questo quadro, aggiunge, il ridimensionamento del ruolo della Corte dei Conti rappresenterebbe un passaggio decisivo. “Allo stesso tempo hanno 'castrato' i poteri di controllo della Corte dei Conti, garantendo l'irresponsabilità dei pubblici amministratori e aprendo varchi ai comitati d'affari, alle mafie e alla mala politica che vive di voto di scambio. Imparando dal metodo Falcone, queste cose dobbiamo vederle insieme, non una alla volta. Quello che è in pericolo è il diritto dei cittadini ad avere degli anticorpi contro il malaffare; la Corte dei Conti è uno di questi anticorpi, uno degli anticorpi più importanti”.
Da qui la proposta di una nuova mobilitazione popolare, che potrebbe passare anche attraverso uno strumento referendario. “Credo che forse dovremmo iniziare a prendere in considerazione un referendum popolare abrogativo di questa ennesima 'legge vergogna'. Lo stesso popolo del referendum del No forse deve restare mobilitato anche su altri settori”.
Per l’ex procuratore, uno degli ostacoli principali è rappresentato dalla scarsa conoscenza del tema da parte dell’opinione pubblica: “Mentre la battaglia per la magistratura ordinaria è arrivata all'uomo comune, la Corte dei Conti è meno conosciuta; ci vorrebbe una sensibilizzazione culturale per far capire che la logica è la stessa. La mia presenza qui serve a testimoniare che questa è una battaglia collettiva e popolare, non per specialisti”.
Infine, un ultimo auspicio rivolto alle istituzioni e ai cittadini: “Se il governo non si ferma sulla legge delega, spero che lo faccia la Corte Costituzionale o il popolo con un altro bellissimo referendum abrogativo”.

Foto © Paolo Bassani 

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