La Procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati sei persone, tra cui il deputato di Fratelli d’Italia Calogero Pisano, con le accuse di peculato e truffa aggravata. L’inchiesta riguarda presunte false rendicontazioni di spese su finanziamenti destinati ad eventi culturali realizzati a partire dal 2022 e fino al 2025. Le attività oggetto di verifica sono state organizzate dalla Dmo Valle dei Templi e dalla Fondazione Pirandello, entrambe partecipate dal Comune di Agrigento.
Oltre a Calogero Pisano risultano indagati l’amministratore delegato della società Dmo Valle dei Templi Fabrizio La Gaipa, il direttore della Fondazione Teatro Pirandello Salvatore Prestia (che questa mattina ha presentato le dimissioni), la moglie di Prestia Laura Cozzo, responsabile di un’associazione culturale, Calogero Casucci, legato a un’altra associazione culturale, e Antonio Migliaccio, ex autista del deputato e legale rappresentante di un’associazione culturale. Il procedimento è coordinato dal procuratore capo Giovanni Di Leo e dal sostituto Elettra Consoli.
A Calogero Pisano, a Salvatore Prestia e alla moglie Laura Cozzo viene inoltre contestato il reato di finanziamento illecito ai partiti. Secondo l’ipotesi accusatoria, i 30 mila euro consegnati al parlamentare come “prestito personale” sarebbero in realtà legati alla campagna per le elezioni politiche. Nelle scorse settimane la Procura ha disposto il sequestro di documentazione relativa agli eventi e agli spettacoli anche presso la sede della Fondazione Teatro Pirandello.
L’indagine trae origine da un esposto presentato nel febbraio 2023 da Giuseppe Di Rosa, responsabile regionale trasparenza enti locali del Codacons e candidato a sindaco alle prossime amministrative. Nel documento inviato alla procura, alla guardia di finanza e al prefetto, Di Rosa avrebbe segnalato delle presunte anomalie nella gestione di fondi pubblici concessi dal Comune di Agrigento per manifestazioni estive organizzate dal distretto turistico Valle dei Templi nel 2022.
"Rendiconto senza una sola fattura - è scritto nell'esposto - da parte delle ditte o associazioni che hanno effettuato i servizi (con quali gare ad evidenza pubblica o in base a quale criterio?); si fanno numeri ma solo dei social, ed i numeri delle attività di ricezione dove sono?; non si possono rendicontare soldi pubblici senza una sola fattura".
L’esposto evidenziava inoltre altre criticità, tra cui: "Cosa c'entra la Promozione della costa del Mito (altro progetto della dmo che comprende altri comuni) con i 135.000 euro elargiti dal comune di Agrigento al Distretto per l'organizzazione dell'estate Agrigentina e precisamente per il progetto "destinazione Agrigento" per un costo di 2.500 euro; un' associazione sportiva dilettantistica non può assolutamente organizzare ciò che ha dichiarato di fare, men che meno se non documenta con ricevute e fatture; Siae pagata da un soggetto diverso da quello che ha avuto l'incarico dal comune con soldi del distretto". Di Rosa chiedeva infine chiarimenti sulla natura del contributo: "La determina di assegnazione fondi al distretto dice 'Contributo e compartecipazione alle spese' il distretto ha presentato un bilancio consuntivo di 139.000 euro circa, quale sarebbe la compartecipazione?".
Foto © Imagoeconomica
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