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L’ex militante dei Nar, Gilberto Cavallini, 73 anni, nato nel 1951 e arrestato nel 1983, rimane definitivamente in carcere dopo la decisione della Corte di Cassazione che ha respinto il suo ricorso contro la revoca della semilibertà. La revoca era stata disposta dal magistrato di Sorveglianza di Spoleto a settembre 2025, a seguito della condanna all’ergastolo divenuta definitiva a gennaio 2025 per il suo ruolo nella strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Cavallini, che aveva ottenuto il regime di semilibertà nel 2017, si è visto revocare il beneficio dopo che la Corte d’Assise d’Appello di Bologna aveva stabilito che il periodo di isolamento diurno da scontare fosse di tre anni, con un ulteriore anno aggiunto in seguito all’ultima sentenza. Il legale di Cavallini, l’avvocato Gabriele Bordoni, aveva presentato ricorso prima al Tribunale di Sorveglianza di Perugia e successivamente alla Corte di Cassazione. L’udienza si è conclusa con il rigetto definitivo del ricorso. Ora, l’ex terrorista dovrà affrontare un’altra udienza davanti alla Suprema Corte il prossimo 7 maggio. Questa nuova udienza riguarda un ulteriore ricorso presentato contro la decisione della Corte d’Assise d’Appello di Bologna, che aveva accertato – sulla base della documentazione disponibile – come Cavallini abbia già scontato un anno, sei mesi e tre giorni di isolamento diurno durante la sua lunga detenzione. Cavallini, con alle spalle nove ergastoli, era stato arrestato nel 1983 e aveva beneficiato della semilibertà dal 2017 fino alla revoca dello scorso settembre.

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