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La Procura di Palermo ha concluso le indagini che coinvolgono l’ex governatore della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro e altri otto soggetti, tra cui l’azienda Dussmann Service srl, formulando una nuova ipotesi accusatoria: traffico di influenze illecite. L’inchiesta, inizialmente orientata verso il reato di corruzione, ha subito un cambio di rotta. Per deputato nazionale di Noi Moderati, Saverio Romano, dopo il diniego della Camera all’utilizzo delle intercettazioni sulla corrispondenza, si profila una richiesta di archiviazione. Oltre a Cuffaro e alla Dussmann, gli altri destinatari dell’avviso di chiusura indagine sono: Ferdinando Aiello, definito come faccendiere; Roberto Colletti, ex manager dell’ospedale Villa Sofia; Mauro Marchese, ex rappresentante legale della Dussmann Service; Marco Dammone, funzionario commerciale della stessa azienda; Antonio Iacono, ex direttore del Trauma Center; Sergio Mazzola, imprenditore; e Vito Raso, ex segretario particolare di Cuffaro. L’inchiesta si concentra ora su due episodi specifici: la gara per l’ausiliariato indetta dall’ASP di Siracusa, ritenuta pilotata dagli inquirenti, e il concorso pubblico per 15 posti a tempo indeterminato come operatore socio-sanitario presso l’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, anch’esso oggetto di presunte irregolarità secondo l’accusa. È invece uscita dal perimetro investigativo la vicenda relativa a una presunta mazzetta, inizialmente ricostruita come un presunto passaggio di denaro da parte dell’imprenditore Alessandro Vetro al direttore generale del Consorzio di bonifica occidentale della Regione Sicilia, Giovanni Tomasino, tramite Cuffaro e il deputato Carmelo Pace. Per questo episodio, si prevede una richiesta di archiviazione.

Foto © Imagoeconomica

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