Se confermato, il magistrato lascerà Perugia prima della scadenza del mandato. A Salerno seguirà anche il caso Vassallo
Il magistrato napoletano Raffaele Cantone è sempre più vicino alla guida della Procura di Salerno. La V Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) ha infatti indicato all’unanimità il suo nome per ricoprire l’incarico rimasto vacante la scorsa estate.
Se la nomina verrà confermata dal plenum del Csm, Cantone lascerà con circa due anni di anticipo la Procura di Perugia, dove attualmente ricopre il ruolo di procuratore capo. Il posto a Salerno si è reso disponibile dopo la nomina di Giuseppe Borrelli alla guida della Procura di Reggio Calabria.
In realtà l’esito della partita era già prevedibile da alcuni mesi. A novembre Cantone aveva ritirato la propria candidatura per la Procura di Napoli Nord, lasciando strada libera a Domenico Airoma, che si era proposto per lo stesso incarico. I due magistrati erano infatti in corsa sia per Napoli Nord sia per Salerno. Con l’insediamento di Airoma alla Procura di Aversa, la strada verso Salerno si è di fatto aperta per Cantone.
Durante il suo mandato a Perugia, il magistrato ha seguito alcuni fascicoli particolarmente delicati. Tra questi il caso che ha coinvolto l’ex consigliere del Csm Luca Palamara, uno scandalo che ha inciso profondamente sull’immagine della magistratura italiana.
Nel 2019 l’indagine della Procura di Perugia ha ricostruito un presunto sistema di relazioni e pressioni legato alle nomine negli uffici giudiziari. Le intercettazioni sugli incontri tra Palamara, politici e magistrati - tra cui la cosiddetta “cena dell’Hotel Champagne” - hanno contribuito a far emergere il caso.
Un altro dossier riguarda la vicenda di Pasquale Striano, luogotenente della Guardia di Finanza finito al centro dell’inchiesta sui presunti accessi abusivi alle banche dati della Direzione Nazionale Antimafia. L’indagine è stata poi trasferita per competenza alla Procura di Roma.
Se la nomina sarà confermata, Cantone si troverà a coordinare a Salerno anche l’attività della Direzione distrettuale antimafia, impegnata in procedimenti di grande rilievo giudiziario e mediatico. Tra questi c’è l’inchiesta sull’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, un caso ancora irrisolto che potrebbe presto entrare in una fase decisiva.
Il giudice dell’udienza preliminare dovrà infatti stabilire se disporre il rinvio a giudizio degli indagati, tra cui il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo. La decisione è attesa entro la fine di marzo.
La carriera di Cantone è iniziata a Napoli come pubblico ministero nella Direzione distrettuale antimafia, dove si è occupato in particolare delle indagini contro il Clan dei Casalesi. Negli anni si è distinto anche come studioso del fenomeno della corruzione, pubblicando diversi saggi sul tema.
Nel 2011 il Partito Democratico tentò di convincerlo a candidarsi a sindaco di Napoli, ma Cantone preferì restare in magistratura. Nel 2014 fu l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi a proporlo alla guida dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), incarico che ha ricoperto fino al 2019. L’anno successivo è stato nominato procuratore capo di Perugia.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
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