Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Critiche all’inaugurazione dell’anno giudiziario: timori anche per l’autonomia del pm contabile

 All’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il dibattito sulla riforma della magistratura contabile si è intrecciato con un bilancio che ha restituito un quadro fatto di risultati concreti ma anche di crescenti inquietudini per il futuro. Il dato simbolo è quello dei recuperi all’erario: oltre 88 milioni di euro nel 2025. Parliamo di una cifra che conferma la capacità delle Procure contabili di intercettare danni e sprechi nella gestione delle risorse pubbliche, ma che rischia di diventare, paradossalmente, il punto di partenza di un possibile arretramento.

Nel suo intervento, il procuratore generale Pio Silvestri ha espresso una critica netta alla riforma, soffermandosi innanzitutto sull’idea di gerarchizzare le Procure. Una scelta che, secondo Silvestri, “si pone in contrasto con i principi costituzionali di autonomia e indipendenza”, perché rischia di comprimere l’iniziativa del pubblico ministero contabile e di avvicinare l’ufficio requirente a un controllo più diretto del potere politico.

Il magistrato ha poi definito “parimenti preoccupante” la previsione che introduce la separazione rigida tra funzioni requirenti e giudicanti, con il divieto di passaggio tra i due ruoli. Una novità che, a suo giudizio, “comporterebbe seri problemi di carattere ordinamentale, oltreché organizzativi”, soprattutto se si considerano le dimensioni notoriamente ridotte della magistratura requirente contabile.

Il nodo più controverso resta però quello del tetto ai risarcimenti introdotto dalla riforma, pari al 30% del danno erariale accertato. Silvestri lo ha definito “troppo basso per garantire la necessaria azione di deterrenza” e ha spiegato che una simile soglia ridurrà inevitabilmente gli importi recuperati. “È di tutta evidenza” - ha sottolineato - che con questa norma “il prossimo anno i numeri saranno di gran lunga più contenuti”.

Sul piano applicativo, invece, il presidente della Corte dei Conti Guido Carlino ha richiamato le difficoltà interpretative che accompagneranno l’attuazione della riforma. Le nuove disposizioni - ha osservato Carlino - “risentiranno inevitabilmente della formulazione non sempre univoca e puntuale”, creando problemi di coordinamento con la normativa precedente e aprendo interrogativi sull’applicabilità ai procedimenti in corso. Una situazione che “può determinare disparità di trattamento fra i cittadini”, aggravata dall’assenza di norme transitorie e che obbligherà i giudici contabili a individuare soluzioni interpretative capaci di salvaguardare la tutela dell’erario.

Insomma, la questione è che, da un lato, la Corte dei Conti continua a produrre risultati tangibili, recuperando risorse e intercettando fenomeni illeciti sempre più sofisticati; dall’altro, la riforma rischia di incidere pesantemente sull’autonomia degli uffici, sulla chiarezza delle regole e soprattutto sulla forza deterrente delle condanne. 

Fonte: Il Fatto Quotidiano 

Foto © Imagoeconomica 

ARTICOLI CORRELATI

Corte dei conti: ''88,1 milioni recuperati. La riforma rischia di frenare i risultati''

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos