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Piena solidarietà a Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale del capoluogo siciliano, finito al centro di duri attacchi sui social nelle scorse ore. Il magistrato aveva preso le difese di una collega del suo ufficio, la giudice Maura Cannella, autrice del provvedimento che ha obbligato lo Stato a risarcire la ong Sea Watch per le spese legate a un fermo amministrativo ritenuto illegittimo.
Entrando nello specifico: gli attacchi a Morosini sono collegati a una sentenza civile del Tribunale di Palermo, che ha disposto il pagamento di 76 mila euro alla ong Sea Watch per i costi sostenuti a causa del prolungato fermo della nave Sea Watch 3 nel 2019, dopo l'approdo a Lampedusa comandato da Carola Rackete. Il sequestro era stato disposto dalla prefettura di Agrigento; l'ong aveva presentato opposizione, ma senza ricevere risposta entro i termini, invocando il principio del silenzio-accoglimento che avrebbe dovuto far decadere il provvedimento dopo 10 giorni. La nave rimase invece bloccata per mesi, fino al dissequestro ottenuto tramite ricorso al Tribunale.
Nel 2022 gli avvocati della ong hanno chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali documentati per il periodo tra ottobre e dicembre 2019, inclusi 31 mila euro per carburante e manutenzione impianti, quasi 40 mila euro per spese portuali e d'agenzia, oltre ad altre voci. Il totale di 76 mila euro corrisponde a questi oneri comprovati. Il provvedimento, di natura puramente civile e privo di legami con la separazione delle carriere tra pm e giudici, è stato emesso dalla giudice Maura Cannella, non da Piergiorgio Morosini. Nonostante l'attribuzione errata, Fratelli d’Italia ha pubblicato un post con la foto del presidente del Tribunale, rilanciando un articolo de Il Giornale: “Ci risiamo. La stessa penna che ha firmato la sentenza che condanna lo Stato a risarcire la ong pro-migranti, ha scritto un libro contro la separazione delle carriere”.
Il contesto si inserisce in un clima di forte tensione sulla campagna referendaria, in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva criticato chi porta la discussione elettorale a livelli di “lotta nel fango”. Negli stessi giorni sono proseguite le polemiche anche contro il procuratore Nicola Gratteri, con interventi di esponenti governativi e di Fratelli d’Italia che hanno contestato sue dichiarazioni sul voto al referendum.

Lettera di sostegno dall’Ordine degli Avvocati

La lettera di sostegno dall’Ordine degli Avvocati di Palermo è stata inviata direttamente a Morosini dal presidente del Consiglio dell'Ordine, Dario Greco. Nel testo si legge: “Mi hanno appena segnalato un post sulla pagina FB di Fratelli d’Italia riguardante la recente sentenza di condanna dello Stato italiano, tra l’altro a te erroneamente attribuita". Greco prosegue ricordando le sue dichiarazioni della mattina stessa, in cui aveva manifestato solidarietà "alla dottoressa Maura Canella (la giudice che ha emesso il provvedimento ndr) e a tutti i magistrati del Tribunale di Palermo”, definendo "inaccettabili gli attacchi ai singoli magistrati per il contenuto dei loro provvedimenti, così come ai capi degli uffici giudiziari". Il presidente dell'Ordine aggiunge: "Ribadisco che le sentenze si impugnano o si criticano con argomentazioni giuridiche e non certo con attacchi frontali ai magistrati". Conclude poi con un messaggio personale: "Ti esprimo la mia solidarietà e quella del Consiglio dell’Ordine, anche se sono certo che la tua indiscussa passione civile, la tua indubbia professionalità e la tua assoluta indipendenza nello svolgimento delle funzioni giudiziarie non saranno in alcun modo scalfite da deprecabili attacchi alla tua persona". Infine, Greco chiede: "Ti prego, ma solo se lo riterrai opportuno, di riferire la nostra solidarietà a tutti i magistrati del Tribunale, perché per noi avvocati l’indipendenza e l’autonomia della magistratura sono valori irrinunciabili".

Tutta la redazione di ANTIMAFIADuemila esprime piena solidarietà al Presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini

Foto © Paolo Bassani 

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