Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Dai pentiti alle intercettazioni in carcere: confermato il sistema criminale. Da ricalcolare solo la pena del boss

Segna un passaggio, per certi versi scontato, la decisione della Cassazione che, nei fatti, ora pesa sugli equilibri della criminalità organizzata romana. Il boss Michele Senese, anche noto come Michele “‘O Pazz”, indicato per anni come una delle figure preminenti dell’organizzazione criminale capitolina, ma la cui parabola criminale nasce in Campania all’interno degli equilibri della Camorra degli anni Settanta e Ottanta, vede ora i giudici della Suprema Corte confermare l’impianto accusatorio: l’organizzazione a lui riconducibile non solo esiste, ma è anche di tipo mafioso.

In sostanza, questo è l’esito del giudizio di Cassazione nel processo “Affari di famiglia”, l’indagine che ha ricostruito un sistema criminale ben radicato e capace di operare nel tessuto economico della Capitale attraverso usura e autoriciclaggio ai danni di imprenditori. Proprio per questi reati, aggravati dall’agevolazione del clan, la Corte d’appello di Roma aveva condannato Senese a undici anni di reclusione il 15 gennaio 2025. Un’inchiesta che si è nutrita anche delle dichiarazioni di sei collaboratori di giustizia, i quali hanno descritto Senese come un vero protagonista della scena criminale vigente a Roma. A rafforzare il quadro probatorio, secondo quanto già ritenuto dai giudici di merito, sono state inoltre le intercettazioni dei colloqui in carcere con i familiari, considerate elementi decisivi per attestare sia la struttura del clan sia il ruolo verticistico del boss.

Dunque, la Corte ha ora confermato la tenuta dell’impianto accusatorio e, soprattutto, la ricostruzione dei giudici di merito sull’esistenza stessa del clan Senese, respingendo la maggior parte dei ricorsi presentati dalle difese. Su dodici ricorsi, otto sono stati respinti e quattro accolti solo in parte. Tra questi anche quello del boss campano: i giudici hanno annullato la sentenza esclusivamente sul calcolo della pena, limitatamente alla continuazione tra i reati.

Sul piano tecnico, la Cassazione ha infatti accolto parzialmente il ricorso di Senese. I giudici hanno annullato la sentenza non perché lo ritengano innocente, ma limitatamente al modo in cui era stata calcolata la pena, in particolare sulla continuazione tra i reati. Si tratta di una questione giuridica che riguarda il “peso” complessivo della condanna e il modo in cui i singoli reati vengono sommati tra loro. Questo significa che la responsabilità penale e il quadro accusatorio restano in piedi, ma la pena dovrà essere ricalcolata da un’altra sezione della Corte d’appello in sede di giudizio di rinvio.

Tornando agli inizi del suo consolidamento criminale a Roma, Senese è stato in grado di “costruirsi” passo dopo passo, un pezzo per volta, creando un proprio spazio di potere e stringendo anche valide alleanze, come quella con la Banda della Magliana o con gruppi legati alla ’Ndrangheta calabrese, fino a diventare, nel tempo, una figura di riferimento per la criminalità romana. Con il passare degli anni, attorno alla figura di Senese si sono mossi personaggi di una certa caratura criminale, come Leandro Bennato e Giuseppe Molisso, oltre a Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, ucciso nel 2019 al Parco degli Acquedotti.

È dentro questa traiettoria che si inserisce la ricostruzione della Dda, guidata dall’aggiunto Ilaria Calò e dai pm Francesco Cascini e Mario Palazzi, che ha delineato un’organizzazione criminale dotata di una gerarchia stabile e di un controllo territoriale capace di resistere a decenni di arresti e conflitti interni.

ARTICOLI CORRELATI

Condanna a 11 anni per Michele Senese, detto ''O' Pazz'', con aggravante mafiosa

Roma, Cassazione: Michele Senese gestiva e dava assenso agli affari della 'famiglia'

Omicidio Diabolik, dopo sette anni arriva l'ergastolo per l'esecutore materiale

Omicidio Piscitelli: Gaudenzi rivela mandanti e retroscena della morte di Diabolik

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos