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Ho avuto l'onore di conoscere Nino Di Matteo e Nicola Gratteri e di partecipare con loro a convegni sulla lotta alla mafia e alla corruzione. Sono i due magistrati più strumentalizzati e attaccati in Italia. A Di Matteo la casta politica non ha mai perdonato la sacrosanta inchiesta che ha condotto sulla trattativa Stato-mafia, trattativa che c'è stata ed era sacrosanto svelare. A Gratteri non perdonano il fatto (cosa che fa anche Di Matteo) che prenda posizione con coraggio sempre e comunque. Ieri contro l'ignobile legge Cartabia, oggi contro l'ignobile riforma della magistratura e tutti i progetti di legge contro i cittadini che la classe politica intende realizzare qualora vincessero i sì al referendum. 
Segnalo che Di Matteo e Gratteri non hanno nemici soltanto all'interno dei partiti o dei giornali di regime. No, ce li hanno all'interno delle cosche.
Tra il 2013 e il 2014 Totò Riina, capo dei capi di Cosa nostra ha più volte minacciato di morte Nino Di Matteo. “Gli dobbiamo far fare la fine del tonno”, “facciamola grossa e non ne parliamo più", “Di Matteo deve morire, mi sta facendo impazzire”. “Quelli lì devono morire, fosse l’ultima cosa che faccio”, queste sono alcune delle frasi intercettate che ha pronunciato Riina dal carcere. In un paese normale Di Matteo verrebbe trattato da eroe, ma il nostro non è un paese normale. 
Stessa cosa è capitata a Gratteri, il magistrato che Nordio vorrebbe sottoporre a test psico-attitudinali e che orde di politici sostengono non sia in grado di fare il pubblico ministero è odiato dalla 'ndrangheta. “Dopo Falcone e Borsellino ne è uscito fuori un altro”. “Nicola Gratteri?”. “Il peggiore che abbiamo”. “È ancora vivo o morto?”. “No è ancora vivo”. Frasi intercettate durante una conversazione tra Frank Albanese, elemento di spicco del clan negli USA e Frank Jr. Archino (non indagato). 
Capito sì? I magistrati più attaccati e strumentalizzati dalla classe politica vengono considerati dalle cosche i loro peggiori nemici. A voi le valutazioni! 
(Prima pubblicazione: 19 Febbraio 2026

Tratto da: facebook.com

Foto © Paolo Bassani 

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