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Europol ha coordinato tra il 12 e il 17 febbraio 2026 un’operazione congiunta con le forze di polizia di Ucraina, Polonia e Moldova per colpire un’organizzazione criminale internazionale dedita alla produzione e al traffico di droghe sintetiche, soprattutto catinoni sintetici del tipo alpha-PVP.
Nella fase decisiva, la Polizia Nazionale ucraina e il Centralne Biuro Śledcze Policji polacco hanno eseguito controlli simultanei in circa 510 diversi siti, smantellando 36 impianti di produzione illecita e 74 depositi di stupefacenti già pronti per la vendita. Le indagini hanno portato all’iscrizione di 129 persone nel registro degli indagati e alla custodia cautelare di 103 di loro. Le autorità polacche hanno reso pubblico un video che documenta le attività della giornata operativa.
Dalle risultanze investigative emerge che il gruppo agiva in più Paesi, tra cui Bielorussia, Moldova e Ucraina. A capo dell’organizzazione vi sarebbe un soggetto ucraino che si occupa di allestire i laboratori illegali fornendo macchinari, attrezzature e materie prime chimiche. Gli inquirenti ritengono che lo stesso mantenga solidi legami con ambienti criminali polacchi, sfruttati per procurarsi precursori, reagenti essenziali e strumentazioni attraverso società apparentemente legittime.
Le perquisizioni hanno riguardato abitazioni, altri locali e veicoli, portando al sequestro di 20.610 litri di precursori, 229,4 chilogrammi di alpha-PVP, 156,3 chilogrammi di anfetamina, 46,6 chilogrammi e 284 litri di fenil-2-nitropropeno, 2 chilogrammi di sodio metallico, 67,6 chilogrammi e 350 litri di mefedrone, 7 chilogrammi di metanfetamina, 47 chilogrammi di cannabis, 5.115 compresse di MDMA, 2.000 compresse di ecstasy, contanti per 1,6 milioni di UAH (circa 31.000 euro), 167.000 dollari USA (circa 141.000 euro) e 39.000 euro, asset virtuali per 45.000 dollari USA (circa 38.000 euro) e 41 veicoli.
Per mascherare le attività illecite la rete ha sfruttato imprese legali gestite da cittadini polacchi e lituani con precedenti specifici nel settore della produzione clandestina di stupefacenti sintetici. Questo sistema ha consentito l’importazione di sostanze chimiche, compresi precursori non ancora regolamentati, e ha sostenuto logisticamente vari laboratori individuati in diversi Stati. 

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