Il giudice: “Questa è una riforma della magistratura, non della giustizia. E il funzionamento della giustizia non verrà migliorato"
“La frase di Nordio sul CSM? Agghiacciante. Premetto che io non faccio parte di nessuna corrente e non sono nemmeno iscritto all'Associazione nazionale magistrati. Questa esternazione del ministro, però, mi indigna”. A dirlo, intervistato da La Stampa, è Alfonso Sabella, già sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo e ora giudice del Tribunale di Roma. Il magistrato ha commentato le parole del ministro della Giustizia sul Consiglio Superiore della Magistratura e sul sistema “para-mafioso” in esso presente. Secondo Sabella il Guardasigilli non conosce la mafia. “La mafia si basa sulla condizione di assoggettamento e omertà. Secondo il pensiero di Nordio, quindi, io dovrei essere assoggettato e omertoso. Io non mi sento tale, anche perché la mia storia personale non mi permette di farlo. Il sistema delle correnti - ha spiegato - è un sistema clientelare, come lo è il sistema politico italiano. Ma parlare di amichettismo e di sistema mafioso sono due cose diverse. In questo modo si offende anche la memoria di Falcone e Borsellino”. Entrambi fecero parte di correnti, ha ricordato il giudice, “Borsellino è stato esponente di spicco di Magistratura indipendente; Giovanni Falcone, invece, si creò la sua corrente e fondò il Movimento per la Giustizia. Vogliamo dire che Falcone e Borsellino agivano con metodi mafiosi? Ribadisco: sono offeso e indignato”.
Il ministro Nordio ha anche detto che “chi non ha padrini è morto”. “Anche la scelta del termine ‘padrino’ rientra in un parallelismo mafioso. Io sono stato sottoposto a un procedimento disciplinare, non avevo nessun gruppo a supportarmi eppure sono stato assolto”. Per Alfonso Sabella le parole del ministro rientrano in clima di aggressione alla magistratura generalizzato.
“I toni sono da asilo, ogni giorno c'è chi la spara più grossa. E dire che il sistema della magistratura è un sistema mafioso è spararla davvero molto grossa”. Il tema è tanto acceso “perché non si è detta la verità ai cittadini: ovvero che questa è una riforma della magistratura, non della giustizia. E il funzionamento della giustizia non verrà migliorato. Anzi, se è possibile, forse lo peggiorerà”.
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