Il giudice: “Nel referendum non c’è la sottoposizione del pm all’esecutivo ma lo chiederanno, sarà inevitabile”
“Sono sempre stato favorevole al sorteggio dei magistrati ma quello che si sta facendo con questo referendum ha un rischio enorme per i cittadini”. A dirlo, intervistato dal quotidiano Domani, è Alfonso Sabella, giudice del tribunale di Roma, sostato procuratore di Palermo famoso per aver arrestato boss del calibro di Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca. Secondo Sabella “la separazione delle carriere è totalmente inutile per le giustificazioni che danno, perché ormai la separazione tra pm e giudici è già effettiva e comunque abbiamo lo 0,001% di magistrati che cambiano funzioni”. Secondo il giudice, “la separazione delle carriere determinerà, in prima battuta, la creazione di un corpo autonomo e sganciato dalla cultura della giurisdizione, che saranno i pubblici ministeri, e che la politica necessariamente dovrà mettere sotto il proprio controllo. Oggi - spiega - non c’è nel referendum la sottoposizione del pm all’esecutivo ma lo chiederanno. Sarà inevitabile perché altrimenti abbiamo creato un corpo acefalo, che potrà fare tutto quello che vuole in barba a qualunque regola, fuori da qualunque tipo di cultura della giurisdizione. I pm a quel punto saranno pericolosi e sarà necessario metterli sotto controllo. Saremo l’unico paese al mondo con un corpo di pubblici ministeri sganciati dai magistrati e al contempo sottoposti all’esecutivo”.
Fonte: editorialedomani.it
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