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È stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo italo-francese di 36 anni, ritenuto responsabile della gambizzazione di un cittadino marocchino di 37 anni, verificatasi l’8 agosto 2025 in via Ardigò, nel centro di Prato. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Prato su richiesta della Procura, come reso noto dal procuratore Luca Tescaroli. L’episodio è avvenuto in una zona residenziale nota come area ‘cantiere’ e ha generato forte allarme per l’uso di arma da fuoco in pieno centro abitato. La vittima ha riportato un colpo d’arma da fuoco alla gamba destra, una ferita all’orecchio destro da corpo contundente e una ferita lacero-contusa all’orecchio sinistro. Sul posto sono stati rinvenuti due proiettili calibro 9 millimetri e tracce ematiche. L’indagato ha numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, anche con violenza alle persone, e per stupefacenti. Dopo l’aggressione si era reso irreperibile, vivendo in clandestinità per mesi nel tentativo di eludere le ricerche “per far calmare le acque”, come riferito alla coniuge. Le indagini, coordinate dalla Procura di Prato e condotte con contributo decisivo della Squadra Mobile della Questura, sono durate circa cinque mesi e hanno portato all’individuazione del 36enne nella zona di Santa Lucia, mentre acquistava sigarette. È scattato così l’arresto e il trasferimento nella casa circondariale della Dogaia di Prato. Decisive le dichiarazioni della vittima, che inizialmente aveva fornito elementi utili ma poi aveva evitato di formalizzare le accuse per timore di ritorsioni, data la violenza subita e la spregiudicatezza dell’aggressore. Solo in interrogatorio davanti alla Procura ha reso dichiarazioni accusatorie significative, senza chiarire del tutto le motivazioni. Gli investigatori ritengono l’episodio legato a uno scontro nel traffico di stupefacenti, probabilmente per uno screzio tra autore e vittima. L’ordinanza è per detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. La Procura sottolinea che l’operazione rappresenta un segnale concreto della presenza delle istituzioni e dell’impegno contro la violenza armata a tutela della sicurezza dei cittadini.

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