Nei dispositivi sequestrati a Nunzio Samuele Calamucci, informatico della società Equalize guidata da Enrico Pazzali, gli inquirenti hanno rinvenuto una cartella intitolata "Report Enrico” contenente i riferimenti a 136 nominativi, tra persone fisiche e società. L’elenco, come riporta Le Presse, estrapolato dai carabinieri del Ros di Milano attraverso l’analisi di computer, smartphone, chiavette USB e altri supporti elettronici, include figure di primo piano del mondo politico, imprenditoriale, istituzionale e mediatico. Tra i nomi compaiono il rapper Fedez, il Promotore di giustizia vaticano Alessandro Diddi, l’ad di Eni, il presidente di Cassa depositi e prestiti Giovanni Gorno Tempini, il governatore della Lombardia Attilio Fontana, l’imprenditore Massimiliano Fabbro (coinvolto in un’inchiesta milanese), i giornalisti Giovanni Dragoni e Andrea Sparaciari, l’immobiliarista Manfredi Catella e la sua società Coima, l’ex capo di gabinetto del sindaco di Milano Mario Vanni, Letizia Moratti, il giudice del Tar Lombardia Giovanni Zucchini, l’ex manager di Fiera Milano Massimo Hallecker (indagato per corruzione), la Visibilia Editore spa di Daniela Santanchè, l’ex presidente di Coldiretti Ettore Prandini, l’ad dell’ospedale Humanitas Luciano Ravera, esponenti legati ai Panama Papers, Anna Angela Ammaturo (famiglia Ludoil e presidente del marchio Frankie Morello), la Spencer Stuart Italia e Angelo Enea Trevisan di Ealixir.
L’informativa del Ros, come riportato sempre da Le Presse, depositata agli atti dell’indagine condotta dal pm Francesco De Tommasi e dal sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Antonio Ardituro, evidenzia che i file – fotografie, video, audio e documenti – sarebbero stati acquisiti da Calamucci grazie a Carmine Gallo (ex superpoliziotto deceduto d’infarto a marzo 2025 mentre era ai domiciliari) e all’ex agente dei servizi segreti Vincenzo De Marzio. 
Ilaria Salis
Secondo gli investigatori, si tratterebbe di materiale “verosimilmente” conservato negli “anni in cui erano in servizio e che a fine carriera si sono copiati". Un secondo archivio di Calamucci contiene inoltre 77 file di report intestati a Equalize e indirizzati "esclusivamente alla cortese attenzione di Enrico Pazzali". In alcuni casi la tabella riporta gli accessi abusivi al Sistema di Indagine (SDI) delle forze dell’ordine, con il nome del finanziere della Dia di Lecce Giuliano Schiano, accusato di aver effettuato consultazioni illecite – in particolare su Sos e banche dati della Guardia di finanza – su mandato della società di business intelligence.
Enrico Pazzali, nel corso di un confronto avvenuto a ottobre davanti ai magistrati, ha respinto ogni addebito. Assistito dall’avvocato Federico Cecconi, ha ribadito di non essere mai stato a conoscenza degli accessi abusivi a banche dati delle forze dell’ordine né di aver commissionato o remunerato dossier illegali attraverso poliziotti e finanzieri. Tra i nomi emersi di recente spicca quello di Ilaria Salis, l’insegnante e attivista detenuta per 15 mesi in Ungheria in condizioni da lei definite "disumane" e successivamente eletta europarlamentare. Secondo un’informativa del Ros, l’11 giugno 2024 Calamucci ha trasmesso a un coindagato due screenshot del Certificato del Casellario Giudiziale di Salis. Il documento era stato richiesto il 16 maggio 2024 tramite la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e regolarmente pagato con marca da bollo. Gli investigatori precisano che "non emerge altro per capire il motivo di questo invio". Il certificato era già pubblico, come previsto dalla legge, sul sito del Ministero dell’Interno in occasione della candidatura di Salis nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra. La notizia ha suscitato la dura reazione dei co-leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni: "La notizia sul dossieraggio contro Ilaria Salis mentre era in carcere è di una gravità inaudita". I due parlamentari chiedono di "sapere chi ha chiesto questo documento poi finito sui giornali di destra per costruire campagne denigratorie contro Ilaria Salis e Avs" e se "altri esponenti di Avs sono stati spiati o oggetto di particolari attenzioni da parte di ex agenti dei servizi che lavoravano in Equalize".
Foto © Imagoeconomica
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