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Secondo la più recente rilevazione condotta dall'istituto Ixè, il fronte favorevole alla riforma Nordio si attesta al 50,1%, mentre quello contrario raggiunge il 49,9%: un divario di appena 0,2 punti percentuali che certifica una situazione di sostanziale parità. Il sondaggio, effettuato tra il 20 e il 27 gennaio su un campione rappresentativo di mille elettori, stima inoltre un'affluenza al 61,5%.
Si tratta del primo dato che segnala un concreto riavvicinamento del “no”, dopo mesi nei quali tutti i principali istituti avevano registrato un vantaggio piuttosto netto per i sostenitori del “sì”. La stessa Ixè, nel mese di novembre, attribuiva ai favorevoli il 53% delle preferenze contro il 47% dei contrari. Ancora più distaccato appariva il quadro delineato da YouTrend per SkyTg24 al 23 gennaio, con il “sì” avanti di dieci punti e un'affluenza ipotizzata al 62%.
La fotografia attuale scattata da Ixè raffigura una partita tuttora apertissima, a poco più di cinquanta giorni dalla data prevista per la consultazione referendaria, in programma per il 22-23 marzo 2026 – sempre che il Tar del Lazio confermi la calendarizzazione. Proprio in queste ore (o al massimo nei prossimi giorni) è attesa la decisione del tribunale amministrativo regionale sul ricorso presentato da quindici giuristi, che contestano la fissazione della data antecedente ai termini stabiliti dalla legge. Nel caso di accoglimento dell'impugnazione, il voto potrebbe essere rinviato a fine marzo 2026, garantendo così qualche settimana in più alla mobilitazione del fronte del “no”, finora accreditato di un recupero visibile solo nei numeri Ixè. Dalla rilevazione emerge inoltre che oltre l’80% degli intervistati ha sentito parlare del referendum, ma soltanto il 44,7% afferma di conoscere con sufficiente precisione i contenuti della riforma. Meno di un italiano su due, infine, si dichiara al momento “certo” di recarsi alle urne.
Sul piano della comunicazione pubblica, nelle ultime settimane si sono intensificati gli interventi di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo a sostegno del “no”. Tra gli ultimi in ordine di tempo, il regista e conduttore Pif ha diffuso un video – trasmesso durante un’iniziativa a Catania – nel quale ha dichiarato testualmente: “Ho capito che dovevo votare no soprattutto quando ho ascoltato Nordio e Tajani, i comitati del no dovrebbero usare loro come testimonial”. Sul piano delle forze politiche, l’organizzazione della campagna referendaria ha ormai preso il ritmo. Forza Italia ha realizzato e distribuito ai propri iscritti e simpatizzanti un documento-guida strutturato in forma di domande e risposte, tutto orientato a sostenere la separazione delle carriere dei magistrati. Diversa la strategia scelta da Fratelli d’Italia, che ha programmato un grande appuntamento conclusivo della mobilitazione proprio a Milano. L’attenzione della comunicazione del partito sarà concentrata soprattutto sulle regioni del Nord: secondo quanti seguono da vicino il fascicolo referendario, esiste infatti la concreta preoccupazione che nel Mezzogiorno la consultazione possa registrare livelli di partecipazione più bassi e un diffuso disinteresse. Per garantire il massimo coinvolgimento possibile degli elettori, +Europa e il Partito Democratico spingono con decisione per l’introduzione del voto per i cosiddetti fuori sede, da realizzare tramite un emendamento al decreto in materia elettorale. La segretaria del Pd Elly Schlein ha convocato per oggi una conferenza stampa interamente dedicata a questo argomento. 

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